Gli spingitori del medio oriente

22 ottobre 2016

Quando all’aeroporto di Fiumicino avevo notato svariati passeggeri mulatti saltare la fila al check-in, dentro di me pensavo: che fortunati, viaggiano in business class e si imbarcano per primi.

Quando all’aeroporto di Mehrabad svariati passeggeri mulatti mi passano davanti, spingendomi via mentre tento di consegnare i documenti al desk, allora finalmente capisco che in Iran la fila è solo quella del traffico!

Forse l’odore di Tehran è quello che ha più tratti in comune con quello di Shanghai, e non è un complimento. Infatti respirare è faticoso, e oggi non si vedono neanche le montagne che invece sono sempre presenti nelle cartoline di questa città.

Su una scassatissima Renault entriamo così nel vivo della massa ferrosa e fuligginosa che pervade le strade. E la Capitale prima, Shiraz poi, l’autista ci stendiamo sfiniti sul letto dopo il nostro primo giorno di viaggio.

Il primo giorno si sa, segna la transizione dalla propria realtà a quella di un’altra cultura, e forse non è il più adatto per avventurarsi alla scoperta di nuovi luoghi. Complice la stanchezza, ma colpa anche dell’urbanistica Araba, Shiraz ci vede trascinarci nel proprio suq come se fossimo zombie, e le due ore prima del tramonto non verranno da noi ricordate con un wow, ma con uno spingiamoci a vicenda che magari un posto in più riusciamo a vederlo!

Buonanotte Persia, ci vediamo domani!

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