attenti al Nord!

24 settembre 2014
Nord

L’inverno sta arrivando.
Nel senso che oggi piove e fa fresco, non che mi appresto a guardare la prima puntata del “trono di spade”, anche se la giornata fa anch’essa riferimento al nord visto che oggi andiamo a Panmunjom, ovvero la Joint Security Area che nella DMZ (demilitarized zone) segna il confine tra le due coree.

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tesserino alla JSA

Ad accompagnarci al confine c’è una logorroica guida che si mette a parlare proprio vicino a me, ed una donna del nord che qualche anno fa è riuscita a scappare in Cina e che risponde alle domande dei molti Americani che fanno il viaggio con noi. E mentre aspetta che qualcuno la interpelli, chatta col suo fantastico telefonino ultima generazione, segno che si è ambientata benissimo nel nuovo paese!
Finalmente, dopo i numerosi check point e controllo passaportiabbigliamento (non bisogna mostrarsi in abiti troppo vistosi o che lascino scoprire gambe e braccia per evitare che fotografi del Nord possano mostrare alla loro gente la dissolutezza del sud), arriviamo nella sede centrale della JSA, dove un bel pò di militari americani fanno footing, bevono coca cola e attrezzano una partita a calcio..insomma, se la spassano! Ma attenzione, ci vuole occhio per accorgersene, questo perchè i loro compari della Corea del Sud sono super professionali con occhiali da sole a goccia (fanno parte della divisa) e facce impassibili!
Ci scortano nella sala conferenze dove la nostra guida ci mostra qualche slide e comincia con abile arte a infilarci nella mente concetti di pura propaganda, facendoli passare, come si confà ai più abili relatori, come battute ironiche.

“Quelli del nord hanno la sindrome di chi ce l’ha più grosso perchè la loro bandiera al confine è più alta della nostra di 60 metri”, “il loro quartier generale è più grande per far vedere che sono più forti”, “i loro sguardi pietrificano a meno che non usi uno scudo a specchio” etc etc etc…tant’è che ci fanno firmare pure una liberatoria in caso di morte e ci vietano di parlare, toccare, guardare o annusare qualsiasi militare nel giro di 50km, sia esso alleato o nemico! (la liberatoria ce la ridanno al ritorno visto che non siamo morti..vabbè).

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il confine e le baracche e la Corea del Nord dall’altra parte

E così viene il momento di uscire dal bunker e visitare il confine vero e proprio, un ampio cortile con al centro un linea e alle due parti due baracche simmetriche che ospitano militari delle due coree, gli uni di fronte agli altri nella posizione di riposo del taekwondo. Noi chiaramente siamo dalla parte dei buoni, ma possiamo guardare solo avanti (verso il lato del nord) e non fotografare assolutamente le strutture ai lati di queste piccole baracche, in più dobbiamo stare in file di due e serrare i ranghi il più possibile. Siamo sull’accesso al quartier generale del sud, e nel quartier generale del nord, proprio mentre un ufficiale ci scruta col binocolo per capire se qualcuno di noi è una spia o un kamikaze e la nostra tensione è al limite, succede l’imprevedibile! Dalla parte dei cattivi sbuca un nutrito gruppo di turisti che sta facendo lo stesso tour dalla parte opposta! Solo che questi stanno sbragatissimi in ciavatte, calzoncini e se ne vanno in giro dove gli pare fotografandosi pure con i dittatoriali militari nordici! E non finisce qui, ad un certo punto fanno una cosa vietatissima, ci salutano!
Ahò, a quel punto faccio ciao pure io con la mano, Roberta mi imita e penso pure un paio di americani dietro di noi. Non l’avessimo mai fatto! La nostra guida comincia a gridare in mezzo al piazzale intimandoci di mettere giù le mani, pare matta ma non perde per nostra sfortuna la verve logorroica tanto che continua a strillare pure quando tutti ci siamo ficcati le mani in tasca col terrore di essere fucilati di lì a poco! “scusate non lo facciamo più, pietà” diciamo!
E come tutto è cominciato, tutto si dissolve velocemente come se non fosse mai successo niente.
Ora io mi chiedo, i turisti del nord, a cui probabilmente è stato detto di salutarci per scatenare quest’evento, che avranno pensato quando hanno visto il democratico popolo del sud tapparci la bocca (e le mani), per un gesto così amichevole? Chi sono i pazzi qui?

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Auditorium

Comunque abbiamo ancora un minuto, e fedele alle regole faccio quello che nessuno ha mai fatto qui (almeno tra quelli che stanno nel nostro gruppo), mi metto spalle al nord, sfodero il bastoncino, lo allungo fino alla lunghezza di 1,5 metri e mi faccio un video selfie riprendendo come vuole la legge solo quello che mi sta alle spalle! Sento sghignazzare dietro di me qualche turista, ma nessuna delle autorità mi dice niente e porto a casa una fantastica ripresa! Tiè!

Adesso non mi resta che fare un viaggio nella Corea del Nord ed ascoltare il briefing che viene fatto dall’altra parte, e nell’attesa ci consoliamo con una specie di jalapeno ricoperto di patate fritte acquistato in una delle tante bancarelle di Seoul mentre alcune ragazzine cantano in coro all’esterno dell’auditorium (mezzo scopiazzato a quello di Renzo Piano) e la giornata, direi anche abbastanza insolita, volge al termine.

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