Marzo 2018: tra mutui impossibili, giganti e la cacca in punta

Marzo si apre con Rocco che torna dalle analisi di Margherita con il sorriso stampato in faccia. “Vanno benissimo!” annuncia trionfante. E subito dopo arriva il regalo: Netflix gli notifica che L’Attacco dei Giganti stagione 2 è finalmente disponibile. “Me la sparerò tutta tra stasera e domani,” dichiara euforico. “Anche se seguo un paio di ragazzi ultra appassionati che se la sono già vista in giapponese e me l’hanno spoilerata pure di Gesù Cristo.” Roberto è felicissimo per Margherita: “Sono molto molto contento che le condizioni vadano sempre a migliorare.” Ma poi deve raccontare la sua mattinata di merda, letteralmente. Dopo una lunga seduta e uno sforzo notevole per fare la cacchina, va per lavarsi e scopre che la bombola del gas è finita. “Non c’era più acqua calda. Quella di scorta che avevo portato su qualche giorno fa pensando di fare una mossa preventiva è finita subito dopo.” Per non lasciare moglie e figlia in balia dell’acqua gelata deve cambiarla al volo, perde un sacco di tempo, scende di corsa, si dimentica le chiavi in casa, risale bestemmiando, ridiscende, e scopre che dopo quattro giorni di pioggia stanotte ha piovuto terra di merda. “La macchina è uno schifo inguardabile, sommersa di sabbia. Che bella giornata di cacca, olè!”

Sandrino lo prende in giro: “Sta bombola però non è la prima volta che ti succede. Devi essere più attento, sei l’uomo di casa.” E poi annuncia trionfante che ha scoperto un problema con la sua banca: “Non posso fare bonifico perché posso fare solo 5.000 euro al mese. Bella minchiata. Uno non può disporre dei propri soldi, porca troia.” Roberto concorda indignato su questa assurdità burocratica mentre Sandrino si lamenta delle strade: “Le buche, i detriti, la terra per terra per colpa del ghiaccio. Le strade sono un colabrodo.”

Ma Roberto ha notizie nerd da condividere. Ha visitato tutto il mondo di Assassin’s Creed Origins, risolto tutte le locations, attivato tutti i macchinari incluso quello sotto la sfinge. “Molto molto filosofeggiante,” racconta entusiasta. “Chi era quel filosofo che diceva che la realtà non esiste? Il colore blu che vedo io non è lo stesso che vedi te, il tavolo che tocco è solo manifestazione delle mie percezioni sensoriali.” Cerca disperato il nome del filosofo mentre Rocco conferma di aver distrutto tutte le statue di Tolomeo senza ottenere niente di speciale. “Ti dava un punto abilità, la solita cosa.”

E qui Rocco lancia la bomba nerd: Monster Hunter World. Inizia un racconto epico che farà sbavare Roberto per settimane. “Ieri sera sono arrivato a livello 51 di grado cacciatore. Per superare dal 49 al 50 bisogna uccidere il Kirin Temprato.” E parte la descrizione cinematografica: il Kirin è un unicorno, un cavallo piccolino, dio del fulmine delle tempeste. Combattimento con tempesta e pioggia, il boss più difficile. Rocco e il collega Mirko, morti già tre volte ma salvati dall’assicurazione felina. “Lui sta zoppicando sul nido, fulmini che cadono a destra e sinistra. Io vengo colpito, cado, parte il suo attacco. Corro, salto per evitare le strisce di fulmine, la striscia esplode vicino a me, schermata. Io bestemmio ‘no, ecco fatto, sono morto’.” Pausa drammatica. “E invece era la schermata della morte del Kirin. Un secondo prima che il fulmine mi colpisse Mirko gli ha dato l’ultima martellata in testa. 38 minuti di battaglia.” Roberto ascolta rapito e poi confessa: “Ti odio, ti odio tanto. Mi fai venire una voglia assurda ma non lo prenderò per PS4. Oh, e che cacchio. O forse sì, non lo so.”

E Rocco rincara: “La goduria della battaglia. In Monster Hunter non è il personaggio a essere diventato più forte, sono io. Come diceva Christian col primo Dark Soul.” Spiega che i personaggi non hanno punti esperienza, il grado cacciatore serve solo per accedere a missioni più difficili. “La goduria è stata avere la coscienza di conoscere il Nergigante, comprendere i suoi movimenti, prevedere i suoi attacchi, sapere i suoi punti deboli, aver creato un’armatura che coglie tutte le sue debolezze.” E poi il climax: “Ho fatto il Nergigante da solo in 8 minuti. Schivata continua, colpirlo dove gli faceva più male, continuo cadere e urlare. Ma io con l’abilità udito non vengo stordito dalle sue urla. Vedere sta porca creatura che soffriva mentre io la mazzolavo di botte, ho goduto come un riccio.” Roberto rosica: “Rosico a bestia. Per giocare ad Assassin’s Creed sto rubando tempo la mattina, metto la sveglia sempre più prima. Non avrei la forza di godermelo come te. Ma mi sta venendo voglia di comprarlo, mannaggia la buona zona.”

Ma marzo non è solo videogiochi. Roberto deve raccontare di Cetraro e della famiglia xxxx. Parte serio, molto serio. Cetraro è conosciuta per la costante presenza della famiglia ndranghetista dei xxxx. “Non è una di quelle famiglie che si fa sentire molto nelle cronache ma è pericolosa tanto quanto tutte le altre.” E racconta della Panda bianca rubata all’ex collega di Luisa, ritrovata col parabrezza distrutto, sedili cosparsi di vino e pipì, smontata dai vandali. I carabinieri gli avrebbero detto che nell’ultimo anno e mezzo la situazione criminalità a Cetraro sta diventando intollerabile. “Sta venendo su una nuova generazione di giovanissimi vandali, cappeggiati da ‘sono amico di, sono parente di, sono conoscente di tot tizio dei xxxx’.” Roberto è preoccupato: “Bisogna aver paura di lasciare la macchina incustodita. Qualche testa calda potrebbe rubartela per fare il vandalo perché si sente figo, alla faccia della legge.” E confessa di aver imparato a non bestemmiare più a nessuno per strada: “Non sai mai chi potresti avere dall’altra parte. Me ne sto zitto e xxxx, grande battuta!” Sandrino sbotta: “Ma se fanno anche i servizi delle Iene, perché non li ficcano in galera e buttano la chiave? Collusione Stato-mafia ti dice qualcosa?” Veronica interviene sarcastica dal suo paese delle meraviglie.

E mentre la ndrangheta imperversa, Roberto combatte la sua battaglia personale: il mutuo. Va a Cosenza all’agenzia immobiliare per sputare veleno dopo che gli hanno dato un documento farlocco sul certificato di agibilità. Il tizio fa una magra figura davanti al superiore e al tecnico che conferma: “Questo documento non vale niente. Dovevano esserci questa richiesta, questa documentazione.” Lo sbugiardano in faccia. E poi c’è il casino dell’ipoteca. L’Intesa San Paolo dice che non possono erogare un mutuo su una casa con ipoteca di un’altra banca. Ma Luisa ha un asso nella manica: Giancarlo, direttore dell’Intesa San Paolo ad Acri, carissimo amico del fratello Alessandro. Si chiamano per nome, Luisa è Lulù. “Non ti preoccupare Lulù, è una cazzata, ci penso io.” Quando il tizio dell’agenzia propone di chiamare una persona di fiducia in banca e tirano fuori il nome di Giancarlo, Luisa dice tranquilla: “Lo conosco benissimo, è lui che sto sentendo, è perfettamente a conoscenza.” Il tizio sbianca. “Ha fatto una grandissima figura di merda anche davanti al suo superiore.” Giorni dopo vanno in banca per firmare la proposta di mutuo. Dopo ore di terminal che non funziona, scoprono un’agevolazione dello Stato: fondo garanzia prima casa che copre fino al 50% del mutuo. “Buono cazzo!” La rata dovrebbe essere intorno ai 260 euro al mese. Roberto è quasi incredulo ma anche un po’ triste: “I miei praticamente i risparmi di una vita li hanno dati a me per Caterina. Ne sarò riconoscente in eterno. Un po’ mi intristisce, siamo sempre sanguisughe in quanto figli.” E riflette amaramente: “Oggi chiedere un mutuo non è facile neanche se hai soldi, ci sono 3000 cazzi burocratici. Non pensavo veramente.”

A metà mese arriva il momento tanto atteso: Roberto sale a Velletri per il weekend. Parte sabato dopo lavoro, si ferma fino a martedì. Ma l’arrivo è traumatico: “Da Valmontone a Velletri, ma come fate ad andare in giro? Non c’avete una strada, c’avete una groviera, crateri lunari!” Le buche romane sono leggendarie. Rocco conferma ridendo che dopo pioggia, caldo, neve, altro caldo e altra neve ” abbiamo dei crateri che a confronto la luna l’hanno asfaltata i giapponesi.” Un tizio in una buca ha bucato tutte e due le ruote. Ma il weekend è bello: vedono tutti, mangiano bene, Rocco invita a cena. E quando Roberto torna in Calabria trova una sorpresa: “Il suocero in questi tre giorni mi ha fatto lavare la macchina da cima a fondo. Dentro sembra uscita dal concessionario, pulita e profumata. Belle cose queste, veramente.”

Ma al lavoro lo aspetta un dramma. Sabato prima di partire ha dovuto sistemare 200 paia di Superga nel magazzino. Nella fretta si dimentica di informatizzare nel sistema una Climacool Adidas. Lunedì lo chiamano: non la trovano. “È facilissimo, è l’unica scarpa con confezione gigantesca color argento. Salite sulla scala, è in cima.” Dieci minuti dopo arriva un messaggio nel gruppo dove lo rimproverano di aver sbagliato, dato priorità ad altre cose, “ne riparleremo al tuo rientro perché il magazzino deve essere gestito con massima oculatezza.” Roberto torna, sale sulla scala, prende la scarpa. “Non ci voleva la scienza.” Sandrino esplode: “Questi calabresi de merda. Se penso che Mimmo sta pure simpatico a Rocco mi si rizzano i peli dei polsi.” Ma Rocco difende Mimmo: “È la massima espressione della calabresità e io questa cosa la adoro. Sai che nell’ultimo aggiornamento dei Simpson c’è il pack criminalità calabresi? Padre e figlio Dario e Dante Calabresi. Ovviamente in tutto il mondo calabrese è sinonimo di delinquenza.” Roberto sbotta: “Ma guarda, strano che non sia successo un putiferio. Oh razzismo! E del resto non ce se può fa niente.”

E poi arriva la notizia che cambierà tutto per Sandrino: aumento di stipendio. Settimo livello, una piotta e mezzo in più al mese. “Dopo vent’anni di lavoro ho scalato la gerarchia. Alla fine gliel’ho fatta.” Roberto calcola al volo: “Sono 1.500 euro l’anno, ti puoi comprare un dronino senza accorgertene!” Ma Sandrino scopre un problema più grave: il galleggiante in soffitta era rotto da sei mesi, faceva cadere acqua fuori dallo scarico. “Ho buttato 150.000 litri di acqua. Bolletta da 250 euro. Non potete capire le madonne per un galleggiante di merda. In soffitta non ci vado mai, che cazzo ci vado a fare!” Roberto cerca di consolare: “Galeotto fu il galleggiante.”

Ma il vero dramma arriva per Luisa. Roberto riceve un messaggio vocale: “Amore, stavo facendo benzina alla Ford e mi sono sbagliata. Invece del diesel ho messo la benzina.” E questo proprio l’8 marzo, festa delle donne. “Mannaggia li pescetti!” Il benzinaio la salva: “Basta che metta altri 40 euro di diesel e può partire tranquilla.” E aggiunge ridendo: “Signora siete femmina e oggi non siete la prima che fa st’errore.” Roberto commenta: “Lo sai quante risate se sarà fatto il benzinaio.” Sandrino è una settimana senza macchina, si fa 7 chilometri al giorno a piedi. “35 chilometri in cinque giorni, sono sfranto dalla fatica.” Ma poi arriva la Dacia Duster. “Molto comoda, alta, molleggiata, silenziosa. Ho preso due botte in due voraggini ma ha retto bene. È bella e ignorante questa macchinina. Zero difetti.” Beh, quasi zero: “Il navigatore fa letteralmente cagare, mi fa fare strade assurde.” Rocco lo prende in giro con la foto: “Mi piaceva che fossi parcheggiato di fianco alla mia Punto. La sincronicità ci continua a tenere uniti.”

E Rocco deve cambiare macchina. Valuta la Panda. Sandrino e Roberto scoppiano a ridere. “Panda e Lounge nella stessa frase sono abbastanza contrastanti,” chiosa Roberto. “E poi hai detto anche ‘Panda migliore’, Rocchi, è un ossimoro.” Ma Rocco si difende: “La Panda Lounge è il modello top, 5 posti invece di 4, climatizzatore, cerchi in lega. E sai una cosa? Il mio tirocinante ricco di Roma Nord mi ha detto ‘ah ottima macchina’. Quindi la Panda è anche una macchina da fighetti, ho scoperto. La cosa mi consola.” Va da Mondo Motori a Colleferro a vedere una Panda Lounge ultra accessoriata a 8.600 euro. “Se mi valutano la Smart almeno 3.600 euro gli lascio massimo 5.000.” Sandrino è scioccato: “8.600 euro per una macchina con 160.000 km? Mi sembra una ladrata. Ti darà al massimo 2.500 per la Smart.” E sul GPL: “Va più veloce un triciclo di un bimbo. Metti in conto che le prestazioni saranno scarsissime, consumerai zero ma la ripresa sarà di un bradipo morto.” Roberto per la prima volta benedice il GPL: “Se lo fai su una macchina pensata a risparmio ci sta.” Ma Rocco alla fine non la prende. “Sono mesi che voglio cambiare ma non ci riesco. Sono troppo legato alla Smart.”

Nel frattempo scoppia la guerra santa del 4K. Sandrino sta per ricevere la GTX 1080 che Roberto gli ha spedito con la Dattolino Edition (la sua firma). “Dovrebbe arrivarti martedì-mercoledì. Sono iper eccitato.” E inizia a guardare i benchmark: “Le 1080 vanno tranquillamente oltre 40-50 frame al secondo su tutti i giochi in 4K. Abbondantemente sopra i 40, molto spesso sopra i 50.” Roberto è scettico: “Mi pare strano, il senso è che non è che la 1080 diventa una scheda di merda, è un capolavoro. Solo che magari a 4K dovrai scendere un po’ a compromessi.” E parte una delle sue lezioni magistrali sul perché il Pascal di Nvidia è stato il più grande successo degli ultimi tre anni. “Totale assenza di concorrenza da AMD. Nvidia ha fatto quello che ha voluto. Le Vega di AMD sono uscite un anno e mezzo dopo, costano l’ira di Dio per il mining, e propongono prestazioni leggermente inferiori a schede uscite un anno e mezzo prima. È ridicolo.” Sandrino è impressionato: “È incredibile come dopo quasi due anni la 1080 riesca a far girare giochi recenti a questi frame rate. Non c’è mai stata una scheda con un ciclo di vita così lungo.” E annuncia trionfante: “Mi sono zottato al lavoro un monitor 4K Dell pure buono.” Roberto: “Mortacci, riesci a zottarne l’altro per me?”

E qui parte il dibattito filosofico sui 60 frame al secondo. Roberto si infuria: “Da 4-5 anni c’è questa diatriba assurda. La gente pretende 60 fps, dice che un gioco che non gira a 60 è da scaffale. Mi viene l’orticaria, il vomito, male agli occhi. Ma a me fanno tutti a fanculo! Io ho giocato a 15 fps per anni sul mio 286. Un gioco che ha un frame rate costante sui 25-30 ha una fluidità perfetta. Inutile che ci girano attorno!” Sandrino lo calma: “A me bastano 30-35, non ho mai giocato a 60 fissi in vita mia.” E annuncia che si è comprato Shadow of War a 20 euro su Kinguin. Roberto sbotta in un altro monologo: “Non capisco perché non hai comprato Assassin’s Creed Origins. Hai snobbato Origins per Shadow of War che è identico, è Assassin’s Creed vecchia maniera nel Signore degli Anelli!” Sandrino ride: “Robertino, il punto è che l’ho pagato 20 euro. Tra Origins a 50-60 e Shadow a 20, quale avresti comprato tu?” E confessa: “Lo comprerò quando costerà 20 euro perché ormai questi giochi mi rompono le palle. Ma Tolkien vince su tutti, anche sugli egiziani che dopo tanti anni mi sono un po’ succatto. Basta con le piramidi!” Roberto si arrende ma insiste: “Assassin’s Creed Origins è il gioco dell’anno 2017 e anche del 2018. 115 ore di gioco, platinato al 100%, DLC sostanziosissimi. È l’Assassin’s Creed più bello di sempre, ha stravolto molte cose, è diventato un action RPG.”

Ma il momento più epicpure del mese arriva quando Roberto sale sull’Alfa Romeo Giulia del cugino di Luisa. 180 cavalli diesel, doppio tubo di scappamento. “Lascio un po’ di spazio, poi sentitevelo da parte,” avverte. E poi: “Si può sborrare a ripetizione per una macchina? Io penso di averlo fatto. È la cosa più vicina al sesso abbia mai provato. È un sogno, un cazzo di sogno.” Descrive il motore, il rapporto peso-potenza, e poi il cambio automatico: “È un orgasmo. Non te ne accorgi, non fa alcuno stacco. Se acceleri ti schiaccia il sedile, se scali con una morbidezza impressionante. È tutto fluido, tutto bello. Regalatemela vi prego!” Sandrino e Rocco ridono della sua sborra automobilistica ma Roberto non si ferma: “Fate il chilometto.” Giorni dopo quando Rocco parla della Panda, Roberto cerca di essere diplomatico: “Chi meglio di te che sei passato per la Fiat 500L può apprezzare una Panda? I nuovi motori, l’elettronica. Avete tutta la mia benedizione.” Ma sotto sotto continua a sognare la Giulia.

E poi c’è il compleanno di Roberto. Leonardo e Margherita gli mandano gli auguri e lui si commuove: “Mi sento triste perché ho sentito adesso, in questo istante, gli auguri. Perdonatemi, ma porca miseria.” E risponde: “Sono veramente contento che voi mi abbiate fatto il compleanno. Eh sì, mi abbiate ‘fatto’ il compleanno. Come potete notare, avendo un anno in più, ho perso ancora di più lucidità.” Margherita commenta: “Ma vaffanculo Custo.” E Rocco aggiunge che hanno bucato tutte e due le ruote in una buca mentre andavano a Roma. Roberto si scusa per il ritardo: “Ieri sera alle 10 ho detto porto a dormire Caterina poi vediamo Masterchef. Mi sono svegliato alle 5.40. Mi sono addormentato con Caterina nel letto in tuta, manco il pigiama. Luisa mi ha fatto dormire. Ho perso una serata ma è andata così.”

E infine arriva l’epopea della cacca in punta. Roberto si sveglia tardi, si veste e parte senza lavarsi, senza cagare, senza pettinarsi. “Sono uno zombie. Con la cacca in punta tra altre cose. Dovrò tenerla fino all’una e mezzo.” E bestemmia: “Mamma mia com’è brutto guidare con la cacca in punta. È lì che fa capoccella. Ma non si può, ma la devo ritirare dentro, porca paletta.” Sandrino risponde serio: “La cacca in punta è una delle cose più terribili che possono succedere all’uomo. Se non la faccio entro un’ora divento stitico. È una cosa terribile, la cacca si vuole vendicare.” E Roberto conferma: “Io e te a livello di cacca in punta siamo uguali. Se non la faccio quando devo, divento stitico. Il giorno dopo quando vado a cagare mi sforzo talmente tanto che il sedere mi farà male, mi rompo il sedere letteralmente. Questo è quello che succede al custode a 43 anni, zio fanale.”