Marzo si apre con Rocco che ha riunioni e liti a Velletri. “Mi sono incazzato come una bestia con gente che si riscopre i più grandi esperti mondiali sull’autismo e sui bambini. Velletri è proprio un posto antiquato, arretrato, contadino, becero, pecoreccio. Però vi voglio bene.” E intanto Sandrino sta valutando se comprarsi Horizon Zero Dawn, anche se prima finirà Final Fantasy XV. Ma poi arriva l’entusiasmo vero: “Tutturù! Non sono mai stato così entusiasta e orgoglioso di presentarvi una nuova serie televisiva giapponese, Steins Gate.”
Alessandro spiega tutto in una raffica di messaggi: “Dopo quella cagata di Sword Art Online, che però andava vista perché tutte le critiche ne parlano, ho scelto Steins Gate. Carissimi miei amici, lasciate stare tutto quello che state facendo, qualsiasi gioco a cui state giocando, e guardatevi questa serie televisiva, perché è un piccolo capolavoro.” La prima puntata non si capisce una mazza, serve un coefficiente intellettivo superiore alla media, ma man mano che la serie continua si dipanano i dubbi. È basata sui paradossi temporali e sul viaggio nel tempo, spiegati talmente bene che non è come i soliti viaggi all’indietro dove non si capisce mai niente. “Il protagonista è uno scienziato pazzo adulto, fortunatamente non bamboccetti di 14 anni tipici di queste serie. Girato nel quartiere tecnologico di Akihabara a Tokyo, è intriso di comicità, bellezza nei dialoghi, cosplay, battutine erotiche, equivoci tra sessi. È raccontato in maniera molto complessa, i personaggi sono complessi psicologicamente. È fantastica, il mio tutturù, saluto così perché è il modo in cui saluta una delle assistenti di questo scienziato pazzo.”
Roberto ascolta colpito: “Quando ho visto stamattina questa sfilza lunghissima di messaggi la prima cosa che mi è venuta in mente è che gli è arrivato lo Switch. Poi ho iniziato ad ascoltarli e sono rimasto veramente colpito dal tuo entusiasmo, perché è raro vederti così entusiasta. Steins Gate lo passavano su Rai 4, ho provato a vedere due puntate sfuse e non ci ho capito una mazza. Mi affascinava per i paradossi temporali. Me ne ero dimenticato, quindi ti ringrazio per avermelo ricordato e soprattutto per queste due recensioni entusiaste. Appena finisco Yamato, passo direttamente a Steins Gate.” E aggiunge: “Siccome sono malato, il tutturù iniziale mi sembrava il jingle della Nintendo, quindi ho detto: ecco gli è arrivato lo Switch!”
Ma Sandrino delude: “Tutturù! Lo Switch no, non mi è arrivato e neanche mi arriverà. Mi è appena arrivato un messaggio di Amazon che ha rifiutato il mio metodo di pagamento. Avevo provato a pagare con il bancomat perché ho visto che c’era anche il circuito Maestro, così mi addebitano subito i soldi e non ho addebiti futuri. Non funziona. Questo rifiuto di Amazon forse è un segno del destino. Non mi vado a inventare la carta di credito quindi non me lo prendo adesso, aspetterò. L’impulso d’acquisto era venuto lunedì quando non sono andato al lavoro, stavo a casa in un momento senza fare un cazzo davanti al computer, le mani mi ruotavano e mi sono comprato lo Switch. Poi tornando al lavoro è ritornata in me la saggezza e ho detto ma che cazzo ce devo fare con Zelda. Per oggi questa Switch zompa.”
Roberto si ritrova in Sandrino: “Sei fantastico, mi stai stupendo. Siamo così diversi eppure su molte meccaniche così uguali. Concordo perfettamente sull’impulso d’acquisto quando hai il cervello non occupato. Io lo maturo da mesi con la PS4 Pro, la Switch, il computerino piccolino. Cerco sempre di mantenere una razionalità finché non succede qualcosa che mi fa dire ‘ma cacchio, non sto facendo niente, me lo merito, clicca’. E questo quando? Quando non sono occupato. Quindi sono contento che tu sia rinsavito ma dall’altro lato molto deluso. Mi aspettavo che facessi da early adopter e sviscerassi tutti i pregi e i difetti dello Switch. Su di te ci contavo veramente tanto.”
E Roberto svela il suo acquisto impulsivo: “A proposito di impulsi stracompulsivi, NVIDIA ha presentato la sua nuova 1080 Ti, scheda grafica mostruosa in termini di potenza. In commercio dal 10 marzo, io ho già il tasto sul bonifico pronto. So che sto scialacquando e sperperando in questi ultimi tempi, ma mi sento stressato da ansia da prestazione da papà. Questa scheda video la voglio ad ogni costo, 699 dollari in America, in Italia probabilmente 800. Che devo fa’.” Sandrino aggiunge: “Si dice Steins Gate perché Steins è tedesco e Gate è inglese, lo specifica lo scienziato pazzo nel cartone.”
Ma Sandrino chiede di Caterina: “A proposito, come va? Piange sempre la notte oppure è riuscita a dormire un po’ di più?” Roberto risponde pesante: “Di Caterina qua non parlo mai perché non è la discussione adatta. In questi ultimi dieci giorni ci sta facendo vedere i sorci verdi. La notte non riusciamo a dormire molto, forse a volte per niente, però il minimo indispensabile altrimenti saremmo già morti. Ha coliche continue, rigurgiti continui, piange perché ha spasmi fortissimi. Le abbiamo provate tutte, chiamato la pediatra a Cosenza e a Fuscaldo, tutti dicono che è normalità. Le coliche sono normalissime nei bimbi anche prematuri. Ci hanno fatto cambiare latte, stiamo provando tutta una serie di marchi anticolica, stiamo spendendo parecchi soldini. Il reflusso gastrico bisogna curarlo perché potrebbe portare conseguenze più serie.”
E continua: “Ci hanno prescritto la radiografia ai reni per controllare la piccola dilatazione che ha un rene. È comunissimo nei bambini prematuri, nell’80% dei casi rientra nei primi tre mesi. Altrimenti si interviene farmacologicamente se non supera il centimetro, se supera bisogna intervenire chirurgicamente. Dall’esame delle urine è uscito che ha una piccola infezioncina, ma i valori sono 5.000 su un milione quindi potrebbe essere contaminazione. Ci hanno detto di ripetere con sacchettini normali, non avete idea di che significhi prendere le urine a Caterina con sacchettini normali. È una cosa difficile, essendo femminuccia non ha il pisellino. Siamo dispiaciuti perché poverina con queste coliche si stressa, piange, poi appena finiscono cade in coma. Sarebbe una bambina buonissima se non avesse sti problemini.”
Ma il vero sfogo arriva sullo stress da papà: “Quest’ansia da prestazione è maturata tutta da mia suocera. Poi questo messaggio verrà cancellato perché se cade nelle mani di Luisa litighiamo. Mia suocera da questo punto di vista è bravissima, le voglio bene dell’anima, ma è veramente troppo invadente. Io non posso tenere in braccio mia figlia che ‘a tieni male, non si tiene così, vedi che piange, gli devi fare ruttino, vedi che è rigurgitata’. E sì, ci avrà ragione, ma per diamine, sono il papà, penso anche nei miei errori di avere il diritto. Piange? Pazienza. Piano piano più la tengo, più imparo a capire le sue esigenze. Anche Luisa è d’accordo, dice pure lei che la mamma ti porta fuori dalla grazia di Dio. Quando arrivo a casa vorrei avere il piacere di commettere anche i miei errori senza nessuno che corre dietro a dirmi ‘si fa così, non si fa così’.”

Sandrino risponde brutale: “Robertino però la soluzione non è dirlo a Luisa perché comunque Erminia è la madre. L’unica soluzione è che tu tiri fuori con una bella bestemmia. Fai ‘Erminia porca qualcosa, non mi rompe i coglioni’. Purtroppo guarda che è brutto dirlo, però ho visto problemi simili in altre coppie e hanno risolto così. Come ci ha detto il prete durante il corso prematrimoniale e la mamma di Rocco: la suocera è un pericolo in tutte le coppie che hanno figli. Non c’è un cazzo da fare. Non devi parlarne con Luisa perché Luisa dirà alla madre ma non a te. È l’uomo che si deve incazzare. Se ti incazzi abbassa la cresta. Devi fare così.”
Roberto tentenna: “Magari il bestemmione no, anche se l’idea mi fa molto ridere. Dovrei avere polso. Non lo fa con cattiveria e ho molto rispetto di lei per tutto quello che ha fatto per me. Mi sembra quasi ingrato rimarcare certe cose, vorrei che lo capisse da sola. Vabbò, sono arrivato al lavoro.” Ma Sandrino insiste: “C’è un altro pericolo che si nasconde nell’ombra. Tu non dovrai vivere soltanto con una donna in mezzo, che è la mamma Erminia. Non dovrai vivere soltanto con due donne, Erminia e Luisa. Tu vivrai con tre donne: Erminia, Luisa e Caterina. E Roberto tu finirai come una gelatina, una marionetta inutile. Devi cominciare a incazzarti ma bene. Già da adesso.”
E conclude: “Sì, Erminia ha fatto molto per te e Luisa. Ma non è questo il punto. Tu le hai dato una nipotina. Invece potevi passare la vita a farti le pippe davanti a YouPorn. Invece hai deciso di fare una famiglia. E questo ha dato loro una nipotina da strapazzarsi. Quindi hai già ripagato tutto. Sei a credito, quindi la bestemmia va bene. Farà di te un uomo padre di famiglia, non un ometto gestito con i figli. Io non voglio che diventi così, Roberto, perché altrimenti mi incazzo.”
Rocco interviene con Lavinia in braccio: “Caro Custode, ti dico questo con Lavinia in braccio quindi è molto sentito. Tu adesso sei un padre, quindi devi proteggere te, la tua famiglia e tua figlia. Proteggerli vuol dire anche rispondere con educazione ma dicendo ‘Erminia, io i miei errori li devo fare, altrimenti non imparerò mai. Lei è mia figlia, la tengo come voglio’. Far capire a Luisa che è fondamentale che voi ritrovate la vostra famiglia, i vostri spazi, voi tre. Questo è un passaggio molto difficile: smettere di essere figli e iniziare a essere genitori. Non è per niente facile né automatico, è una cosa che ci dobbiamo conquistare. Io discuto con mia madre settimanalmente per le cose che fa con Leonardo che non mi vanno bene. Io in questi mesi sto litigando con mia madre come non ho mai fatto in vita mia. Io sono un padre, è la mia famiglia, nessuno mette in discussione quello che faccio, se è giusto o sbagliato non mi interessa. Le cose le faccio a modo mio, punto. Proprio perché siamo grati per quello che fanno i nostri genitori, gli diciamo: voglio continuare a volerti bene, se continui così me lo impedisci.”
Roberto riflette: “Ho avuto modo di ascoltare tutti i messaggi. Lavinia è bellissima. Concordo pienamente. Quello che magari non si è capito è che Luisa la pensa tale quale a me. Infatti le litigate peggiori con la mamma le fa lei. Io mi sento sempre in soggezione perché non è mia madre. Mi sento in debito con lei. Però ha ragione Sandrino: di che mi devo sentire in debito? Ho dato loro la cosa per cui adesso vivono, che volevano di più anche loro in quanto nonni. Soprattutto Erminia che stressava la figlia facendo battute ‘che aspetti a fare la figlia? Metti i denti da latte ancora. Oh però giocate la schedina, trombate, se le volete fare i figli dovete trombare’. Magari il bestemmione in faccia no, però magari un porca Madonna…”
Il 4 marzo arrivano i genitori di Roberto da Roma. “Questa mattina sono leggermente più rilassato. Oggi pomeriggio arrivano i miei genitori, finalmente vengono a conoscere Caterina. Sono molto molto contento, euforico, non vedo l’ora.” E il giorno dopo: “Sabato pomeriggio sono arrivati i miei genitori, hanno conosciuto Caterina. Non voglio fare il melenso ma è stata una giornata e mezzo proprio bella. Si sono proprio innamorati di questa bimba. All’inizio quando siamo andati a prenderli in stazione l’abbiamo beccata in un momento di colichetta feroce, piangeva e strillava come una forsennata. Ho detto ecco fatto il primo incontro. Invece poi ieri ha fatto la brava, è stata con i nonni. Stamattina mi piange il cuore perché l’ho lasciata in mano a mio suocero e a Luisa stremata, lei non ha dormito tutta la notte. Io pure sono distrutto ma mi sono fatto forza. Stamattina l’ho lasciata che aveva colichette, piangeva proprio tanto. Poverina.” Ripartono il 13 marzo, dimenticandosi che è il compleanno di Luisa e i due mesi di Caterina. Ci sono rimasti malissimo.
Il 4 marzo escono le prime magagne della Switch sul NeoGAF: “Stanno uscendo discussioni dove con documentazione fotografica attaccando e staccando la Switch dalla dock station si rischia di rigare la plastica. Ci sono foto dove l’utente dice ‘non sono una capra, l’ho attaccato normalmente, però si è già rigato’. Per come sono io, il minimo graffio mi manda in bestia sul cellulare, sullo smartwatch. Sapere che lo Switch si graffia come nulla è inquietante. Fortunatamente è solo il bordo, non lo schermo.”
Ma poi Sandrino compra la Switch. Il sabato arriva il momento: “Veronica ha detto che me la regala quindi sfrutto questa cosa. E a un’ora di gioco posso darvi una base di recensione su Zelda. Questione controller: in effetti forse non c’è bisogno di comprarsi il joy pad perché è molto comodo usare i Joy-Con uniti nella loro base, non stancano la mano. Zelda graficamente non ha nulla a che vedere con la PlayStation, fa veramente cagare rispetto a quelli, anche se ha quel tratto cartunesco con gli shader che lo rende molto carino. Ho visto subito una differenza rispetto agli altri Zelda: in genere devi trovare accessori man mano che vai avanti per tornare indietro a sbloccare livelli. In Breath of the Wild ci sono quattro accessori principali, ne ho trovato uno la calamita, stanno tutti nell’altopiano in cui parti e si prendono tutti subito. Quindi puoi cominciare a esplorare tutto il mondo da subito senza dover tornare indietro dopo 150 ore. I combattimenti sono difficili, finché combatti mostriciattoli piccoli vai bene ma è facile incappare in mostri uber che ti spaccano il culo. Il gioco salva da solo ogni 5-6 secondi, molto comodo.”
Continua: “A livello grafico sulla TV su 55 pollici si vedono le limitazioni. Quando invece giochi sul tablet, su quei 5 pollici e mezzo è bella grafica, veramente figa, talmente dettagliata che mi servono gli occhiali per leggere scritte. Lo preferisco quasi giocato da tablet che da TV. Viene a mancare quello che in gergo ludico si chiama Metroidvania, ovvero hai un mondo aperto con zone inaccessibili finché non trovi l’oggetto speciale. Qui ti fanno trovare tutto subito e basano tutto sull’ingegno, nel sapere utilizzare gli oggetti. La mappa non segna nessun punto di interesse. Il vecchio non ti dice ‘la missione parte da qua’, ti indica col dito ‘guarda, dietro quelle due collinette c’è un albero fatto così, trovi l’ingresso al dungeon’. Devi seguire le indicazioni, non c’è altro modo. È disarmante ma interessante, aumenta la difficoltà.”
Il 6 marzo Sandrino fa la doppia recensione: “Steins Gate è quasi giunto a termine, purtroppo. È una delle serie animate più belle che io abbia visto. Non riesco a trovarle difetti. Dalla decima puntata in poi prende una piega del tutto diversa, diventa anche splatter, vietata ai minori di 14 anni. Si fa sempre più chiaro il meccanismo dei viaggi nel tempo. Ogni puntata è incentrata su cosa succeda se uno dei personaggi facesse qualcosa di diverso nel passato, ti permette di conoscerli meglio. Sono caratterizzati tutti molto bene.”
E su Zelda: “Adesso l’avrò giocato 4-5 ore. Non è un gioco da 10 secondo me, assolutamente no. Ma ci si avvicina, prende un buon 9 forse anche 9,5. Non è da 10 perché è sempre un gioco di ruolo giapponese vecchio stampo, non ha quella particolarità dei giochi occidentali dove segui una missione, finirla, prendere un’altra. Il gioco lascia molto spiazzati perché c’è un mondo enorme con un miliardo di cose da fare ma non sai quali, dove e quando. Ho sbloccato la seconda torre, ci ho perso quattro ore solo per girarci. Ho preso un cavallo. Non dico che è noioso perché non lo è, però è veramente grosso. Ci stanno praterie, boschi dove non c’è niente dentro, sono grossi. Ho fatto zoom indietro sulla mappa e la porzione che ho visto è microscopica rispetto a tutto. Hanno fatto un mondo immenso. Mi sono letto su internet alcuni consigli perché il gioco non ti spiega un cazzo. Per esempio serve il martello per spaccare le rocce, l’avevo buttato perché non ci facevo niente. C’è un mini boss in mezzo a un bosco nella prima mappa che non avevo raggiunto. Se mi sono perso una cosa all’inizio, quante me ne perderò.”
Prosegue: “Potete vestire Link con tre pezzi di armatura: elmo, corazza e pantaloni. Sono anche potenziabili, se li potenziate tre volte ogni pezzo tira fuori una proprietà magica. Ci stanno parecchi set di armature, armi, un miliardo di scudi e archi. Il gioco è grosso. Ieri l’ho giocato un’oretta a letto prima di dormire su tablet, è un’esperienza fichissima. È ancora meglio perché quando tiri con l’arco mirare diventa una cazzata, sposti un attimo il tablet e fai movimenti millimetrici. L’unico vero difetto è Link, sto bambocetto biondino non mi emoziona più di tanto. Rettificando: passi porzioni di mappa grosse che sembrano vuote ma se cammini piano senza far rumore perché produci rumore quando cammini, il rumore è reale, la spada sbatte sullo scudo, questo genera casino. Se vai leggero senza far rumore ci stanno zanzare, cavallette, insetti, un’infinità di animali che puoi cacciare per cucinare. Le ricette hanno effetti speciali, gli insetti per fare pozioni. Alla fine vuote fino a un certo punto. Manca forse la pesca ma forse c’è. Tanto di cappello a Nintendo.”
Roberto risponde: “Mi sembra di ritrovare quello che uno si aspettava da Zelda. Non è un gioco da dieci, chi dà dieci mi pare un fanboy. È un nove, forse nove e mezzo. Quello che mi ha fatto sorridere è quando hai usato la parola noia. La vastità che risulta quasi noiosa. Il problema di tutti questi giochi è la noia. È difficile fare un mondo così vasto e non creare ripetitività. Per questo adoro i giochi su binari, il programmatore può costruire ogni singolo momento per non renderlo mai uguale o noioso. Zelda mi hai convinto nel volerci giocare però non c’ho quel sacro fuoco. Non è qualcosa per cui mi strappo i capelli. Come te non sono mai stato attratto dalla cultura di Zelda, non ho mai giocato uno Zelda dall’inizio alla fine. Non mi piace il personaggio, non mi sono mai affezionato a quel personaggino. Però non metto in dubbio la bontà.”
Il 7 marzo Rocco va a Roma: “Buon 7 marzo, giorno del non festeggiamento. Sul Guinness dei primati è il giorno per eccellenza in cui nessuno fa il compleanno. Il giorno del non compleanno. Quindi non ci rallegriamo della nascita di nessuno. Io vado a Roma a fare la mia lezione semestrale allo LDM Lorenzo de Medici Institute. Mi sto cagando sotto da un paio di giorni.” E dopo: “Ho finito la mia lezione al college americano. Molto carina perché studentesse tutte femmine. E’ figo quando ho fatto il paranoico e gli ha preso un colpo, non avevano capito che stessi facendo il paranoico. Ho cominciato a dire ‘ma che state scrivendo, perché fai quelle cose, perché mi guardi così’. Una è diventata tutta rossa e hanno cominciato a parlare tra loro ‘oddio ma che abbiamo fatto’. È stato molto carino. Dopo una mezz’oretta mi ha portato di là e mi ha presentato il boccio di tutto l’istituto italo-americano. Mi hanno chiesto di tenere per loro anche un corso di psicologia dell’infanzia dall’anno prossimo. È stata una bella esperienza anche se mi sono cagato sotto.”
E poi l’indecisione: “Da adesso a giovedì mattina sono libero. Come mi premio domani mattina? Continuo a giocare Uncharted 4 e placo la mia sete di acquisti? O mi compro la Switch con Zelda? O mi compro Horizon Zero Dawn? Datemi un consiglio. Da una parte ho la voglia di shopping che va soddisfatta. Dall’altra ho tanti giochi come Uncharted 4 che mi aspettano. Però Uncharted 4 soffre di un difetto: in realtà il gioco è poco. È intramezzato da parti guidate, lineari in cui devi seguire la trama, puoi fare solo quello che dicono loro. Questo mi rompe le palle perché vorrei esplorazione più libera.”
L’8 marzo Sandrino festeggia: “Festeggio la festa delle donne con la mimosa, buongiorno a tutti amici.” Roberto chiede il numero della mamma di Sandrino: “Io e Luisa la vogliamo chiamare per ringraziarla del bellissimo pensierino per Caterina. L’altro giorno domenica mattina abbiamo fatto il bagnetto con il bagnoschiuma e le lozioncine che ci ha regalato. È stato un regalo molto carino e apprezzato anche da Caterina che profumava di buono.”
Roberto vede quanto ha speso su Steam: “Poi aggiungo, sicuramente avrò speso un fottio ma la maggior parte di quei 700 giochi li ho presi in bundle da 10 giochi a botta, tipo Humble Bundle, a 3 dollari 7 giochi. Non è che ognuno l’ho preso a prezzo pieno. Steam calcola il prezzo pieno. E se proprio mi volete umiliare, Sandri, hai guardato solo Steam, dovresti guardare quanti giochi ho su Uplay, Origin, GOG. Meglio non saperlo.”
Il 9 marzo Sandrino dà il verdetto finale su Zelda: “Con rammarico dei detrattori del Nintendo e con mia gioia visto che ci ho speso 400 euro, confermo il 9 e mezzo. 10 no perché 10 non lo do a nessuno. 9 e mezzo se lo becca tutto. È fantastico, veramente fantastico. Quindi non so se Rocco e custode lo giocheranno mai ma mi dispiace per voi perché è un gioco che va assolutamente giocato. Ditelo anche nel gruppo dei Nintendo fan: Alessandro ha un annuncio da fare, ovvero Nintendo è risorta. È da 9 e mezzo perché Final Fantasy 15 lo polverizza proprio in tutto. In Final Fantasy non puoi fare un cazzo rispetto a Zelda. Su The Witcher l’unica differenza per cui vince è la grafica e alcuni personaggi, in particolare le tre streghe. Per il resto anche via nel cassetto. Uncharted 4 manco lo nomino, è proprio una merda in confronto. Sono molto contento di giocare a questo giochino ed è molto bello poterlo giocare sulla TV, staccarlo e portarselo sul treno. Vi assicuro che è un’esperienza bellissima. O sul letto, o sul cesso.” Roberto si convince: “Non mi aspettavo che dessi un giudizio definitivo dopo quattro ore ma aspettavo le ore successive. A questo punto mi posso fidare. Se dici che Zelda è da 9,5 ed è fantastico, ce credo e lo compro. Ti dirò di più, Zelda l’ho già comprato su Amazon per Wii U pagandolo l’ira di Dio. Sto aspettando che arrivi, forse non ci giocherò mai su Wii U perché volevo giocarlo emulato sul Cemu a 4K su PC. Però se mi dici così, lo Switch era già la mia soluzione in mobilità. Sono molto combattuto. Ho speso già 700 euro per tutti i pezzi del mini PC e domani annunciano la GTX 1080 Ti, prezzo 835 euro. C’ho già il ditino sul bonifico. 400 euro per lo Switch più Zelda non me li posso permettere adesso ma al 100% è mia intenzione giocare a questo Zelda. Soprattutto dopo che tu, avendo giocato a Final Fantasy 15 completamente diverso, reputi questo Zelda un capolavoro.” E Sandrino chiude abbassando il prezzo della 980 Ti di Roberto da 250 a 200 euro: “Sono molto felice perché mi sono comprato lo Switch, quindi ti offro 200 euro.”