Novembre si apre con una questione capitale: Rocco ha bisogno di una scheda video. Non una qualunque, si intende, ma una che gli permetta di tenere il passo con la modernità videoludica senza dover vendere un rene. Sandrino e il Custode si trasformano immediatamente in consulenti finanziari del gaming, orchestrando un piano degno di un film di spionaggio per convincere il loro amico Frank a cedere le sue 2080Ti a un prezzo umano. Il problema, come Roberto spiega con la lucidità di chi conosce bene il soggetto, è che Frank è un tirchio di proporzioni bibliche: piuttosto che vendere a 250€, userebbe quelle schede come fermaporta. Sandrino propone la strategia della goccia che corrode la roccia, Roberto analizza i gigabyte di RAM con la precisione di un ingegnere nucleare — 11 giga contro 8, o forse 12, o forse 3 — e intanto si scatena un dibattito tecnico che farebbe impallidire un consiglio di amministrazione NVIDIA. La conclusione unanime è che a 300€ l’affare si fa, a 450 ci si mette a ridere. Frank, prevedibilmente, non cede di un centesimo. Il piano malefico muore nella culla, e la scheda video di Rocco rimane un miraggio nel deserto digitale.
Roberto, nel frattempo, scopre di avere 9€ di credito Google Rewards che stanno per scadere. Li può spendere solo in app e libri elettronici, il che lo manda in crisi esistenziale: lui voleva un filmetto, magari una “gravolata”, non l’ennesimo giochino da cellulare. Sandrino, con la pazienza di un santo patrono della tecnologia, gli spiega che quel credito funziona ovunque nell’ecosistema Google — basta andare su YouTube per i film a noleggio, entrare nelle app giuste per gli abbonamenti. Roberto, illuminato, corre a cercarsi un film da noleggiare. Mesi dopo, a fine mese, Sandrino scoprirà un utilizzo ancora più nobile per quel credito: comprare pacchetti di Hearthstone. Venti euro di carte virtuali, gratis. La nerdaggine trova sempre una via.
Il Custode porta in dote un aneddoto che sembra scritto da uno sceneggiatore ubriaco. Maria Michela, un’amica di Luisa, chiama disperata: le hanno rubato il Renault Captur parcheggiato sotto casa a Santa Maria del Cedro. Denuncia ai carabinieri, lacrime, disperazione. Poi, qualche giorno dopo, il colpo di scena: il nuovo compagno Nicola, muratore di professione, si era semplicemente dimenticato di aver lasciato la macchina al lavoro. Per quattro giorni. Roberto non ci crede, e lo ripete almeno sei volte con crescente incredulità. Ma Rocco, con la saggezza di chi ha visto il mondo, offre un’interpretazione alternativa e decisamente più oscura: in certi ambienti, quando ti serve la macchina di qualcuno per fare un “impiccio”, gli dici di fare la denuncia di furto e poi, a cose fatte, la macchina ricompare miracolosamente. Roberto annuisce, ammettendo che pensare male in questo caso non è poi così male. L’unica certezza è che Maria Michela ha fatto una figlia con questo individuo e che fra poco c’è il battesimo della piccola Beatrice. La vita è un romanzo complicato.
Roberto, una sera, decide finalmente di guardare Ready Player One. Lo fa con quattro anni di ritardo, dopo che amici, parenti e conoscenti gliel’avevano consigliato con ogni mezzo lecito. E la reazione è un’esplosione nucleare di entusiasmo nerd: “Ma è un capolavoro assoluto!” Da mezzanotte alle 4:20 del mattino, Roberto sta incollato allo schermo, fermando e riavvolgendo ogni scena per catturare tutte le citazioni nascoste. Due ore di film diventano quasi quattro. Si fustigherà per giorni per non averlo visto prima. “Ma perché non mi avete frustato fino a oggi?” chiede, in ginocchio davanti al telefono. Sandrino, dal canto suo, conferma che il film è bellissimo ma aggiunge il colpo di grazia: il libro è dieci spanne sopra. Roberto non batte ciglio: “Vabbè, ho capito. Me lo devo comprare.” E parte subito il dilemma amletico su Amazon: copertina rigida o flessibile? Ci ballano 2€. Si andrà di flessibile, ovviamente.
Roberto nel frattempo ha scoperto anche Cabinet of Curiosities di Guillermo del Toro su Netflix, e ne è così estasiato da decidere di “spararselo a palla” sulla base della raccomandazione di Rocco. Episodi lovecraftiani, budget altissimo, attori bravissimi: per il Custode è una delle cose più belle viste nell’ultimo periodo. Sandrino, nel frattempo, si sta guardando The Bastard Son and The Devil Himself — una specie di Harry Potter dove sono tutti incazzati e cattivi — e sta apprezzando Uncharted, il film con Tom Holland, che ai suoi occhi di non-videogiocatore risulta godibilissimo. L’unica nota che Sandrino sente di dover condividere con urgenza è che Tati Gabrielle, l’antagonista del film, è — e qui si scusa per la parolaccia — “una figa stratosferica.”
Rocco, purtroppo, non sta vivendo il suo mese migliore. Una mattina si sveglia con un mal di schiena devastante, non dorme dalla notte prima, e finisce sul divano con le borse dell’acqua calda. Il dottore sentenzia: contrattura, cambia sedia, compra una sedia posturale, e fai qualcosa — nuoto, yoga, ginnastica. Roberto lo accoglie nel “club dei doloranti di schiena”, scherzandoci su con affetto, ma la realtà è che Rocco è messo male. Poi, come se non bastasse, si aggiunge la febbre: 38,8. Il corpo gli sta mandando un messaggio chiaro e forte, e Rocco lo ammette con una lucidità dolceamara: “Probabilmente inizio a capire che il mio corpo non regge più i ritmi di una volta.” Ma non si ferma: tra un paziente e l’altro, tra un brivido e un termosifone abbracciato come un amante, Rocco va avanti. Intanto i giardinieri gli stanno sistemando le aiuole con ciottoli bianchi e rosa salmone, e lui, con la febbre, commenta soddisfatto che almeno non dovrà più tagliare l’erba ammazzandosi la schiena.
Sandrino ricompare dopo giorni di silenzio e lancia una bomba: ha perso 4.000€ in criptovalute perché è fallito l’exchange. La botta è stata forte, ma la prende con la filosofia di chi sa che non ci manderà la famiglia alla fame. Va a dormire alle 21:00, si sveglia alle 6:30, non gioca a nulla, non guarda nulla. Aiuta Davis con la pizzeria, gestisce il sito Facebook per pubblicizzarla. Poi, una mattina, decide: “Lo sai che ti dico? Mi reinstallo Hearthstone.” E Battle.net lo accoglie come il figliol prodigo: bentornato Alessandro, siccome non ti vediamo da sei mesi, ecco 150 buste. Centocinquanta. Circa 100€ di carte gratis. Sandrino è rinato. Compra anche Return to Monkey Island su PS5 e Outer Wilds a 12€, ricomincia Shadow of the Tomb Raider abbandonato nel 2019, e scopre la gioia di giocare sull’iPad tramite Game Pass, sdraiato sul divano come un pascià digitale.
A metà mese arriva il compleanno di Leonardo, e Roberto si dimentica di fare gli auguri. Il che non sarebbe così grave, se non fosse che si era già dimenticato del compleanno di Lavinia. La cosa peggiore è che Roberto aveva persino letto gli auguri degli altri nelle chat e aveva pensato: “Ah sì, stasera facciamo una bella videochiamata.” Da quel pensiero alle 23:00, quando se ne ricorda, il nulla cosmico. Roberto è devastato, si definisce “imperdonabile”, e progetta una videochiamata riparatrice. Rocco, con la generosità che lo contraddistingue, lo rassicura: Leonardo ha ricevuto una valanga di regali, è stato contentissimo, non ti preoccupare. Sandrino, che alla festa c’era, la descrive con il tono di un sopravvissuto: ha resistito tutto il tempo fuori a chiacchierare con altri amici, fantasticando di bombardare i gonfiabili con il napalm. La cifra — 500€ a festa, per chi ne fa due — lo fa impallidire. Ma anche lui deve ammettere che Mila, appena arrivata, si è tolta le scarpe e si è buttata sui gonfiabili sparendo dalla faccia della terra. I bambini si divertono, e questo è quello che conta. Anche se i genitori vagano come zombie dentro il capannone.
Poi Rocco porta una notizia che gela il sangue. Quella mattina, verso le 7, un fulmine si è abbattuto sulla casa di sua sorella in campagna. Ha squagliato una finestra di legno, è entrato nella camera da letto dove lei dorme con il piccolo Adrian, ha incendiato il materasso e poi l’intera stanza, il salone, la cucina. Sua sorella e il nipotino si erano alzati pochi minuti prima. I vigili del fuoco hanno spento tutto, ma la casa è devastata. “Non c’ho più neanche un paio di mutande,” ripete lei al telefono, con la voce spezzata. E poi il dettaglio che stringe il cuore: l’unica cosa sopravvissuta all’incendio è la sciarpa di Margherita, quella che Rocco le aveva regalato. Intatta, nemmeno sporcata. Per la sorella è un segno: Margherita ha messo una mano sopra, ha ritardato quei minuti che li hanno salvati. Roberto ascolta il racconto e deve fermare l’audio, sopraffatto dall’emozione. “Le mutande si ricomprano,” dice poi, cercando le parole giuste. “Si ricompra tutto, piano piano.” La cosa che rende tutto più amaro è che quella casa, finita all’asta per colpa dell’ex fidanzato che si rifiutava di pagare il mutuo, era stata riacquistata dalla sorella solo tre giorni prima, per 50.000€. Dalla felicità più pura alla devastazione in meno di una settimana.
In mezzo a tutto questo, Rocco trova il tempo di descrivere Outer Wilds ai suoi amici, e lo fa con un trasporto che trasforma un videogioco indie in poesia. Pianetini minuscoli, astronavi che sembrano pezzi di legno, esploratori che suonano strumenti su pianeti diversi e li ascolti con un dispositivo speciale per orientarti. Oggetti quantici che esistono solo se li osservi. Roberto lo sottoscrive immediatamente: è uno dei giochi indie più eclatanti degli ultimi anni. “Non strapparti i capelli per la grafica,” avverte, con la saggezza di chi sa che Sandrino ha standard visivi da ingegnere NASA.
Roberto racconta poi della logorroicità di Caterina, che ha preso dalla nonna. La bambina non sta mai ferma e non sta mai zitta: chiacchiera, canta, canticchia, fa le voci dei personaggi, salta dal divano alla sedia, dalla sedia alla testa di papà. Luisa sclera, ma Roberto è raggiante: quel rumore costante è il suo termometro. Quando Caterina non parla, vuol dire che sta male. Sandrino commenta con l’affetto dell’amico che ammira ciò che non ha: “Mi piacerebbe una via di mezzo tra la tua prolissità e il mio silenzio.” E Roberto, con una sincerità disarmante, risponde che lui è prolizzo solo nei vocali, perché dal vivo è la persona più muta del mondo. “Mi piacerebbe essere come te, Rocco — una persona che ha sempre qualcosa di interessante da dire, ma di persona, non nascosto dietro uno schermo.”
Sandrino apre un nuovo fronte nerd: l’Attacco dei Giganti. Comincia a vedere la seconda parte del finale e ne esce trasfigurato. “Una mente geniale,” ripete, senza fiato. Roberto non resiste e si butta a rivedersi tutta la quarta stagione dall’inizio per arrivare pronto alla seconda parte. Ci mette giorni, da mezzanotte in poi, scoprendo di non ricordarsi più quasi nulla — c’è persino un episodio che giura di non aver mai visto. Poi arriva la brutta notizia da parte di Rocco: il finale è in tre parti, e la terza uscirà l’anno prossimo. Sandrino incassa il colpo con l’eleganza di chi sa che la pazienza è la virtù dei forti. Roberto, invece, ammette candidamente che non sa se resisterà.
È arrivato il Black Friday, e Roberto si compra un joypad Xbox col filo a 40€ (in offerta da 59€) e Top Gun Maverick in Ultra HD su Amazon Prime Video. Sandrino si è preso una scopa elettrica cinese a 180€ — non quella di Dyson, una che soffia — e parte un dibattito tecnico sulla potenza di aspirazione e la durata della batteria che nessuno aveva chiesto ma che tutti seguono con religiosa attenzione. Nel frattempo Sandrino va ad Aprilia a riprendere gli orologi dal signor Terino, gioielliere che li teneva da un mese e mezzo senza averci messo mano. Mentre aspetta, si concede un caffè al bar — il primo dopo settimane di astinenza da cornetti per la linea — e assiste inorridito a qualcuno che ordina un cappuccino al vetro senza schiuma. Un crimine contro l’umanità.
Sandrino si finisce anche 1899 e ne esce entusiasta: “Bella, anzi molto bella,” con un finale che apre un mondo in maniera del tutto inaspettata. Rocco, dal canto suo, conferma dopo averla vista: più lineare di Dark, il che per chi guarda le serie da mezzanotte con il cervello in pappa è un pregio enorme. Roberto, colpito dal trauma di Il Prodigio — un film in cui per un’ora e quaranta non succede assolutamente nulla — ripiega su Midnight Club di Mike Flanagan, ma abbandona prima della fine della prima puntata: l’idea di ragazzi in un hospice che parlano di malattie terminali è più di quanto possa sopportare.
La grande notizia di fine mese è la discesa. Sandrino e il suo amico Luca organizano un weekend a Guardia Piemontese per venire a trovare Roberto. Si scatena l’operazione logistica: l’Hotel Mediterraneo è chiuso in inverno (con grande sorpresa di Roberto, che ci vive ma non ha la minima idea di cosa succeda nel suo paese), i suoceri di Roberto offrono la casa, ma Sandrino e Luca preferiscono l’indipendenza di un Airbnb. Roberto propone la casa dei genitori di Luisa, con l’unico inconveniente dei riscaldamenti ad aria condizionata e del potenziale russamento di Luca. Sandrino è categorico: “Voglio dormire il sonno degli angeli. Luca non lo voglio tra i piedi.” Alla fine prenotano un villino tramite Airbnb — proprietario tale Antonio, che nessuno conosce finché Luisa non riconosce dalla foto uno scorcio del paese — e scoprono che stanno a 200 metri dalla stazione, 50 dal bar, 100 dall’ex negozio dei suoceri e 200 da casa di Roberto. Sono al centro del mondo. I biglietti del treno costano 10€ andata e 20 ritorno, il Black Friday fa pure gli sconti ferroviari. Il Custode è al settimo cielo: “Chiunque viene a trovarmi, mi passa un po’ di depressione.”
Rocco, purtroppo, non riesce a scendere: tra convegni, weekend alle terme con Silvia, le lezioni all’università, cinque test per il tribunale, trenta pazienti a studio e l’organizzazione familiare, non ce la fa. Ma lancia un cliffhanger che fa tremare la chat: dall’ottobre 2023, il suo futuro lavorativo potrebbe cambiare radicalmente. L’Università Europea di Roma sta aprendo un nuovo corso biennale di laurea specialistica in Psicologia Giuridica e Criminologia, e il nome di Rocco è tra quelli proposti per una cattedra da professore associato. Significherebbe un contratto, uno stipendio fisso, meno ore di studio privato, più tempo con i bambini. “Addio piacendo,” sussurra, tra scaramanzia e speranza. Roberto e Sandrino esplodono di gioia: “Rocchino, sarebbe una svolta eclatante!” Rocco, pragmatico, smonta subito il mito dello stipendio da nababbi — un professore ordinario arriva a 9.000€ al mese dopo vent’anni di carriera, lui partirebbe molto più in basso — ma è chiaro che non è una questione di soldi. È una questione di dignità, di contratto, di poter andare a prendere i figli a scuola. Acqua in bocca, dice, vi aggiorno. E la promessa della mega cena offerta è già in banca.
E mentre Sandrino scopre con Mila dove sta esattamente il villino su Airbnb, e Roberto segnala di aver probabilmente beccato un autovelox mentre parlava con loro al telefono, Rocco ascolta l’audiolibro di Sherlock Holmes e il Terrore di Cthulhu in macchina, si becca 37€ di parcheggio a Roma per gli esami universitari, e confessa la sua passione per gli orologi — il Breitling vintage con cinturino giallo di Morellato è la sua gioia, anche se Sandrino lo provocherà dicendo che il Submariner è “l’orologio dei macellai.” Novembre si chiude così: con una discesa in arrivo, una cattedra universitaria appesa a un filo, le ceneri di un fulmine e l’eco di un Ready Player One visto troppo tardi. La vita, come sempre, è un groviglio di capolavori e catastrofi.