Ottobre 2024: fibra superluminale, miliardi di danni e la Terra come astronave

Ottobre si apre con una domanda capitale, una di quelle che scuotono le fondamenta dell’amicizia: Roberto, ma tu i funghi te li mangi? Il Custode, lungi dal sottrarsi, risponde con una dissertazione degna di un sommelier micologico. Certo che mangia i funghi. Anzi, il risotto ai funghi della suocera, riscaldato il giorno dopo con i peperoncini croccanti sbriciolati sopra, è una delle vette della gastronomia casalinga. I funghi, peraltro, sono quelli raccolti dal suocero in persona. L’Alleanza prende nota: Roberto mangia i funghi. Crisi evitata.

Sandrino, nel frattempo, vive il dramma epico del lancio di Shattered Space, l’espansione di Starfield. Ha un’ora libera — Mila è a karate — e si collega alle 17:15 con il cuore in gola. Lo accolgono 8 giga di download. Bestemmia digitale. Mette a scaricare, va a fare la spesa, torna, lancia il gioco: non parte. File corrotti. Altri 3 giga da riscaricare. Alle 18:15, finalmente, il gioco si avvia. Gli piace, gli piace molto. Roberto, dal canto suo, lo rimprovera bonariamente: “Ma Sandri, 8 giga per un’espansione sono niente, io me ne aspettavo almeno 20.” Il Custode, sempre generoso nelle aspettative altrui.

Ma la vera rivoluzione tecnologica del mese è un’altra. A casa di Sandrino arrivano i tecnici della fibra. Non una fibra qualsiasi: la FTTH a 2gb. Il risultato? 310 MB al secondo in download su Steam, in Wi-Fi, dal piano di sopra. E qui parte il delirio nerd, perché Sandrino scopre che i cavi LAN dentro i muri sono CAT6 — ottimi — ma il PC va a 100 megabit perché la scheda di rete della scheda madre è limitata. E gli switch sono da 1 giga. E i cavetti volanti sono CAT5. Parte così la grande operazione di ammodernamento: FritzBox nuovo a 280 euro, adattatore USB 3 a LAN 2,5 giga a 15 euro, cinque cavi CAT6 di scorta. Totale: oltre 300 euro. “Ho preso tutto su Amazon, nel caso faccio il reso,” annuncia con la cautela dello stratega.

Roberto, dalla sua Calabria, osserva la scena con un misto di ammirazione e rosicamento cosmico. Lui scarica a 11 megabit al secondo, nei giorni buoni. Il rame dalla centralina arriva a casa passando sotto il muretto della vicina. Controlla semestralmente se la fibra è arrivata nella sua zona: mai. Il sito del Bando Ultra Larga gli promette copertura entro il 2023 — siamo nel 2024. Le sue speranze si concentrano su tre scenari: che portino la fibra alle villette nuove davanti a casa, che Starlink diventi praticabile, o che Tim implementi la fibra aerea. Nel frattempo, la PlayStation 5 resta perennemente in stand-by per scaricare gli aggiornamenti di notte come un ladro.

Il discorso Starlink accende un dibattito. Roberto ha letto su Hardware Upgrade che il governo starebbe trattando con Elon Musk per portare il servizio in Italia a 10 euro al mese. Sandrino, dall’alto della sua nuova fibra superluminale, fa il debunker: “Robè, leggiti fonti meno di parte, 10 euro manderebbero in crisi tutta la telefonia italiana.” Roberto ammette che l’articolo stesso diceva la stessa cosa, ma lui è fatto così, gli piace “fare il zizzanio della situazione.”

Roberto, poi, informa i compagni che è in una fase discendente del bioritmo. Non ha una motivazione precisa. Forse è che non ha fatto colazione. Si fermerà in un bar per un cornetto alla marmellata, e nel frattempo polemizza con tutti, anche se Rocco non ha ancora scritto niente con cui polemizzare.

Rocco, quando finalmente emerge, lo fa con la potenza di un fiume in piena. Ha platinato Road 96 e ne parla con un entusiasmo contagioso. Il gioco lo ha conquistato: una struttura narrativa innovativa dove il protagonista è anonimo e le vere storie sono quelle degli otto personaggi che incontri. Ogni run dura quaranta minuti, le storie si intrecciano, si scoprono a pezzi e in ordine sparso, e alla fine tutto converge in un finale che gli ricorda i racconti cyberpunk di William Gibson. Sei ore di gioco, platinato in quattro giorni. Roberto prende nota mentale: ce l’ha in wishlist da tempo, forse lo possiede già grazie a qualche Humble Bundle.

Rocco ha anche finito il libro de Il Problema dei Tre Corpi e ne è rimasto tiepido. Niente di mirabolante, niente di nuovo dal punto di vista fantascientifico, anche se la parte sulla rivoluzione culturale cinese è interessante. Per rifarsi la bocca si tuffa nel secondo volume di The Expanse, Caliban — La Guerra, e qui il tono cambia completamente. È entusiasta: i casting della serie TV corrispondono perfettamente alle descrizioni dei libri. Bobby Draper è esattamente come la descrivono — alta due metri, muscolosa, sangue polinesiano. Avasarala ha lo studio identico. L’audiolibro doppiato da Riccardo Riccobono è una gioia per le orecchie: un solo doppiatore che fa voci perfette per ogni personaggio, cambiando calata e accento con una naturalezza disarmante. “Audible sono i 10 euro che spendo con più gioia ogni mese,” dichiara Rocco.

A metà mese arriva una notizia che scalda il cuore: Silvia, la compagna di Rocco, viene ufficialmente trasferita a lavorare a Velletri. Dall’11 di ottobre non dovrà più andare fino a Genzano. Uscirà alle 16:30, sarà a casa alle 16:40. Roberto coglie il significato profondo: lui che fa 43 chilometri all’andata e 43 al ritorno ogni giorno, capisce perfettamente cosa vuol dire avere il lavoro sotto casa.

Una domenica, Sandrino si ritrova solo: Veronica e Mila vanno in piscina e poi a pranzo dalla nonna. Non torneranno prima delle 15:00. È la domenica dei sogni. Va a correre, pranza con due piadine al salmone a mezzogiorno — Roberto lo sfotterà per aver pranzato prima dei suoi genitori — e poi si mette alla ricerca di un film. Su TIMvision scopre The Wandering Earth 2 e decide di guardarsi prima il primo film su Netflix. Quello che segue è una maratona cinematografica che genera una valanga di messaggi vocali lunga trenta minuti. The Wandering Earth lo lascia a bocca aperta: la Terra trasformata in astronave con 10.000 motori nucleari all’equatore per sfuggire al Sole morente, un viaggio generazionale di 2.500 anni verso Alfa Centauri. “Un film di fantascienza così non lo vedevo da secoli,” proclama, con la voce rotta dall’emozione. Finito il primo, si butta sul secondo — tre ore e un quarto di prequel — ordinando una pizza a domicilio per non perdere neanche un minuto. Roberto ascolta tutta l’epopea durante il viaggio verso Scalea, da Cetraro a Santa Maria del Cedro, e ne resta talmente gasato che la sera stessa prova a vederselo. Non ci riesce: gioca a Megaton Musashi Wired fino alle 3:10 di notte.

Il capitolo videoludico di ottobre è dominato da una guerra ideologica. Sandrino installa Diablo 4: Vessel of Hatred e si schianta immediatamente contro un crash “out of memory” — lui che ha 32 giga di RAM e 24 sulla scheda grafica. La soluzione? Andare nelle impostazioni avanzate di Windows e modificare il file di paging. “Sono entrato in un menù che non vedevo da Windows 10,” ammette. Roberto esplode: “Nel 2024 modificare il file di paging è come se ti avessero abusato sessualmente!” e lancia la sua crociata anti-Diablo. Basta, basta con questi giochi succhia-anima che non portano a niente. Fuori c’è pieno di giochi con storie da raccontare, come Road 96. Ma Sandrino è irremovibile: non ha voglia di seguire storie, vuole solo spegnere il cervello. Roberto obietta che se non gli andava di seguire storie non avrebbe mai scoperto The Wandering Earth. Sandrino risponde con la logica ferrea del gamer: “Un film è diverso, ti metti là due ore e non devi fare niente.”

In sessanta ore di gioco — sei ore al giorno per dieci giorni — Sandrino trova tutti i mitici unici, costruisce una build da 17 miliardi di danni a colpo (contro i 15 milioni della stagione precedente), e completa tutto il completabile. Il prezzo è alto: Mila non dorme più in cameretta sua perché il padre gioca fino a mezzanotte. “L’ho sbagliato,” ammette con un filo di pentimento che dura esattamente tre secondi.

Rocco, dal canto suo, è rapito da Throne & Liberty, un MMORPG free-to-play della NCSoft distribuito da Amazon Games. Ne parla con la passione dell’esploratore: il mondo è immenso, i caricamenti istantanei, 330.000 giocatori in contemporanea su Steam, 5 milioni nel mondo. I dungeon durano dieci minuti, il sistema di classi è flessibile — puoi cambiare build gratuitamente premendo un pulsante — e nelle città vedi trecento persone intorno a te. Roberto, impressionato, lo paragona al boom iniziale di New World, altro titolo Amazon, e si chiede se seguirà la stessa parabola discendente.

Roberto, intanto, confida che ha un sogno segreto che non osa nemmeno pronunciare: giocare a Diablo con gli amici. Ma Diablo lo disgusta a livello viscerale. “Provo repulsione,” dice con un tono che tradisce l’uomo in lotta con la propria tentazione.

A metà mese il cielo tecnologico si illumina di un evento che lascia l’Alleanza a bocca aperta: SpaceX aggancia al volo il vettore Super Heavy sulla torre Mechazilla. Roberto si tuffa nei forum per capire il perché di una manovra così folle e ne esce con un’analisi dettagliata su payload e sollecitazioni strutturali. Sandrino lo corregge: il vero motivo è che il vettore deve poter ripartire più volte nella stessa giornata, la torre è anche una gru che ricarica la navicella e rifà il pieno. L’obiettivo è lanciare centinaia di persone verso Marte nella finestra di lancio. “Roba che noi europei non faremmo mai,” conclude Roberto, “solo per i permessi della burocrazia.” E quando Jensen Huang, il CEO di NVIDIA, dichiara che Elon Musk è un “super uomo” per aver montato 100.000 GPU H200 in 19 giorni, l’Alleanza oscilla tra l’ammirazione e il terrore: “Con 100.000 GPU nelle mani di Elon Musk puoi pensare solo a Skynet.”

Rocco condivide un aggiornamento professionale: la sua candidatura all’ordine degli psicologi procede bene. Ha già 63 contatti sicuri che lo voteranno, e gliene servono 200. La sua piattaforma è pragmatica e anticasta: basta con i consiglieri che creano commissioni fittizie per spartirsi gettoni di presenza da 500 euro a riunione. Le elezioni saranno a lista, lui corre con Cultura e Professione, e ha tre referenti — sua sorella Melania, un’ex tirocinante con seimila follower psicologi su Instagram, e una collega affermata nel terzo settore — che peroreranno la sua causa. Roberto reagisce con l’umorismo che lo contraddistingue: “Io vorrei creare una commissione sulla larghezza delle narici come indicatore di patologia maniacale. Mi attribuisco un gettone.”

C’è anche il matrimonio del padre di Rocco con Cecilia, una donna brasiliana di 42 anni — 35 di differenza con il padre, la stessa differenza che Rocco ha con Leonardo, dettaglio che lo diverte molto. La festa è un successo: Rocco finisce a parlare con i cognati brasiliani e giapponesi di manga, cultura samurai e gastronomia. L’unica nota stonata sono le sorelle, Tapp e Melania, ancora un po’ contrarie. Ma Rocco ha fatto pace con la situazione: “Papà ha a 77 anni una persona che se ne prende cura per i prossimi 15 anni. Dobbiamo essere contenti, perché se no sarebbe toccato a noi.”

Rocco condivide anche il primo controllo del conto in banca dopo il cambio di ritmo lavorativo: è passato da 36 ore di studio a 15-18 pazienti a settimana, compensando con le consulenze. Il risultato? Lo stipendio di metà mese è uguale o leggermente superiore a quello del mese precedente. “Sono felice,” dice, e per la prima volta in mesi suona sincero nella sua tranquillità. Non controlla più il conto ossessivamente: una volta al mese e basta. Quando il padre gli chiede in prestito una cifra sostanziosa per l’anello di Cecilia, Rocco scopre con sorpresa che può permetterselo senza problemi, e questo lo rassicura profondamente.

Roberto, però, attraversa un momento di vulnerabilità. Ascoltando Rocco raccontare di questi parenti cosmopoliti e affascinanti — il genero giapponese-brasiliano architetto a Berna, la cognata epidemiologa a Recife — si sente inadeguato. “I miei messaggi sono di una piattezza, di una banalità,” mormora. Sandrino lo azzanna con affetto brutale: “Ma che ti devi deprimere? Questi magari a casa si drogano. Tu torni e c’è qualcuno che ti abbraccia.” Roberto ammette che è un tema su cui deve lavorare, che quel senso di inadeguatezza lo pervade da sempre. “Se non mi drogo è solo perché non ho i soldi,” scherza, con quella risata che nasconde sempre qualcosa di vero.

Verso la fine del mese si pianifica la visita di Sandrino in Calabria a dicembre. Il treno diventa l’ennesima saga: l’unico treno della domenica da Paola parte alle 7 di mattina, costringendo Roberto ad alzarsi all’alba per accompagnarlo. Sandrino prenota in anticipo — 40 euro andate e ritorno in prima classe — e stavolta spende i 2 euro in più per l’annullamento. Ha imparato la lezione. Roberto si offre per il trekking del sabato mattina: “Qui lo dico e qui lo nego, ma mi piacerebbe venire. Anche se morirò perché non faccio attività fisica da non so quando.”

Roberto annuncia anche il grande viaggio a Disneyland per il compleanno di Caterina a gennaio: tre giorni, due notti, budget tra i 1.500 e i 2.000 euro. Sandrino, veterano del parco, dispensa consigli su hotel, ristoranti da prenotare subito, navette dall’aeroporto. La scoperta amara che la colazione con le principesse costa un occhio e che Disney “non assicura che ci sia la principessa che vuoi” genera una riflessione filosofica sul marketing dell’infanzia. Intanto Caterina ha chiesto una cosa che fa battere il cuore nerd del padre: Disney Lorcana, un gioco di carte collezionabili visto in una pubblicità.

Rocco racconta anche le battaglie quotidiane con l’adolescenza di Leonardo, che ogni sera inventa un modo per provocare. L’ultima: farsi trascinare in bagno per lavarsi i denti, una scenetta inizialmente simpatica che si trasforma in guerriglia domestica. Roberto solidarizza: “Non c’è un manuale per l’adolescenza dei figli.” E aggiunge, con il suo consueto mix di ironia e terrore: “Se Caterina già ci fa disperare a sette anni, quando sarà adolescente ce caccia di casa.”

Ottobre si chiude con Roberto che scopre il prologo di Leviathan — Il Risveglio su Audible e perde completamente la testa. In pochi giorni è già al secondo capitolo, travolto dalla bravura di Riccobono e dalla fedeltà della serie TV ai libri. “Ho un’ansia addosso incredibile nonostante sappia perfettamente cosa sta per succedere,” scrive. L’Alleanza ha un nuovo convertito. Rocco sorride, soddisfatto: i suoi consigli non tradiscono mai.