Mila arriva al mondo, e con lei esplode la vita. Sandrino chiama gli amici con la voce rotta dall’emozione: “Posizione di lancio, sta arrivando”. Roberto piange in macchina come un cretino, ricordando quando toccò a lui. Rocco prepara già i suoi discorsi da esperto: “Sandrino, è il terzo grado dell’evoluzione. Da fidanzatina in baby doll a moglie in pigiama di flanella a mamma mostro che rompe sempre”. Lavinia ha dato due schiaffi a papà Rocco quando lui la sgridava, e lui non ha fatto una piega. Margherita ride: “Ha capito chi comanda”.
Sandrino prende in braccio Mila per la prima volta, storto, a stortignaccola. La bambina piange un po’, ma non cade. Veronica è già in modalità madre protettiva, ma lui la scardinerà. “Non ho dormito proprio manco dieci minuti”, racconta, “ogni tre ore, dieci minuti perché non sai come si fa”. Poi arriva la terza notte: da mezzanotte alle sei dorme finalmente, e il giorno dopo si sente pimpante. “Mi manca quando sto al lavoro”, confessa con voce nuova, “non vedo l’ora di tornare per toccargli la manina. Qualcosa è mutato in me, cari amici”.

Roberto intanto combatte le sue battaglie tecnologiche. Il Samsung 55 pollici ha sviluppato una chiazza nera nell’angolo, grande come un pugno. “Ho provato a massaggiare, a leccarlo, a sbatterlo per terra”, spiega con ironia cosmica, “ma è un cazzo di difetto di questi pannelli”. Costo dell’illuminazione sulla natura effimera della tecnologia: qualche migliaio di euro buttati. Decide che casa nuova merita televisore nuovo, anche se Rocco lo punzecchia: “Se non ti fossi comprato venti videogiochi quest’anno avresti ottocento euro in più”. Ma Roberto è re in casa propria.
La PS4 Pro entra in scena, acquistata in pieno momento depression da trasloco. Roberto scopre la funzione miracolosa delle cuffie attaccate al joypad: “Una mano santa, veramente una mano santa”. E poi c’è God of War, il gioco che lo sta drogando. Due ore di fila davanti allo schermo, cosa che non faceva da non ricorda più quando, nella mansarda che diventa una sauna con la PS4 accesa a due centimetri. “È il gioco come vorrei fossero fatti tutti i giochi”, sussurra estasiato.
Ma la vera nemesi di Roberto è il sonno. Ogni sera lo stesso copione: si sdraia accanto a Caterina dicendo “appena si addormenta vado a giocare”. Poi apre gli occhi la mattina alle sei. “Sono un vecchio di merda”, si lamenta. Le serate ora hanno un ritmo preciso: Bing il coniglietto alle dieci e mezza, tre episodi, poi se proprio sono arzilli Sam il pompiere. “L’ultima cosa che ricordo è Bing che ci saluta con la manina”. Con gioia paterna annuncia che Caterina odia le Winx e adora i Simpsons. “Non posso che essere orgoglioso”.
Rocco vive i suoi giorni tra tribunali e rinascite. Testimone esperto in giacca e cravatta, salvo scoprire che il giudice non si è svegliato: rinvio di quattro mesi. Barba alla Kratos, ma Roberto lo avverte: “Stai passando dalla figaggine assoluta alla modalità talebana”. Lavinia nel frattempo lo terrorizza e lo conquista: lo picchia, lui non reagisce, lei sorride e lui si scioglie. “Ha capito chi comanda”, ripete Margherita ridendo.
Ma giugno porta anche l’attesa più grande. Margherita ha i drenaggi, Lavinia dorme da Lucia, Rocco si dilania: “Mi manca tantissimo, l’ho vista mezz’ora”. Poi arriva la chiamata: “L’esame istologico è negativo. La chemioterapia ha funzionato al cento per cento. Margherita è guarita dal cancro”. La chat esplode di gioia. Ora mancano solo le protesi definitive, una pompata in attesa, e a settembre le ovaie. Il tunnel ha una fine.
Roberto e Luisa ritirano le chiavi della nuova casa. Gli ex proprietari hanno finalmente finito, dopo settimane di tira e molla. “Possiamo entrare per prendere le misure, far venire il pittore”, dice felice, anche se sa che ci vorrà tempo prima di abitarla davvero. Sei mesi dai suoceri stanno pesando: l’aspirapolvere degli anni Settanta è grande come una bara, Caterina dorme sotto quando fa caldo sopra, e lui non chiude occhio se non la sente vicina.
La febbre tecnologica colpisce ancora. Roberto insegue il Dyson senza filo, ossessionato dalla pulizia maniacale che nessuno sospetta in lui. “Non voglio vedere una caspita di briciola per terra”, confessa. Rocco lo stuzzica ricordandogli l’Ukitel, quel telefono disastroso, ma Sandrino difende la scelta: “Comprati il Dyson e non pensare ad altro”. Nel frattempo un pacco Amazon arriva al panificio invece che al lavoro, e Roberto contempla brevemente di fingersi derubato per farsi rimborsare i diciannove euro e novantanove. Poi la coscienza vince.
Rocco scopre la meraviglia degli audiolibri. Dagon e Il Richiamo di Cthulhu letti da Roberto Pedicini, doppiatore di Benicio del Toro. “Una cosa da pippe”, esclama entusiasta. Margherita però lo corregge sulla pronuncia: non “sogla” ma “soglia”. La terza stagione di Gotham li tiene incollati: “Non c’è mai una puntata riempitiva”. Poi arrivano a The Terror, la serie sulle navi intrappolate nei ghiacci. Roberto la guarda scettico dopo l’entusiasmo di Rocco, ricordando promesse precedenti non mantenute.
La cresima di Rocco si avvicina. Deve farla per fare da padrino ad Aida, figlia di Check. Il vescovo lo impone. Roberto deve arrivare con il treno, l’ansia sale: “Se fa ritardo non posso essere presente”. Rocco ha un piano B: Sandrino. E un piano C: papà. “Però papà non è cresimato neanche lui”, ammette ridendo. Il giorno arriva, tutto fila liscio. Roberto in giacca e cravatta ride: “Il mio matrimonio tecnicamente non è valido, avevo un testimone non cresimato”.
Ma l’ultima settimana di giugno porta la tempesta. Sandrino smette di scrivere. Poi arriva il messaggio: Veronica sta male, non vuole vederlo, non vuole che torni a casa. La madre la convince che lui ha sbagliato tutto, che mette Mila in una teca di vetro per esibirla. “Potrebbero volerci settimane, mesi”, dice Veronica. Sandrino dorme a casa di sua madre, cinque giorni fuori. La psicologa dice che serve tempo, che Veronica deve ritrovare se stessa.
Roberto chiama, vuole parlare. Rocco è combattivo ma preoccupato. Sandrino esce due ore al giorno, porta moglie e figlia al lago. “Ma come faccio”, si chiede, “uscendo due ore quanto posso aiutarle?”. Poi escono altre cose: Veronica ha fatto troppo in un anno, laurea matrimonio figlio. Si è adagiata sui ritmi di lui, ha perso se stessa. “Ho paura che andrà per le lunghe”, sussurra.
Roberto lo conforta: “Parlare è positivo, confrontarvi, ritrovare la quadratura”. Rocco è più diretto: “La neutralità del papà mi lascia sbigottito”. Ma Sandrino ha smesso di pensare alla madre: “Sono uscite fuori altre problematiche che non c’entrano niente”. La speranza c’è, nascosta tra le pieghe del dolore. Giugno finisce così, sospeso tra nascite e crisi, tra gioie e paure, tra God of War e pannolini, tra diagnosi negative e matrimoni in bilico.