Novembre si apre con una rivelazione che farà storia nell’alleanza: la sacra tecnica della cancellazione del messaggio. Veronica la svela con ironia tagliente: “Robertino e caro Rocco, vorrei dirvi qualcosa ma visto che devo essere zen, devo stare a riposo e mio marito cancella i suoi messaggi vocali per non farmi sentire cosa vi ha detto, insomma tutto questo mi porta ad essere zen. Quindi ragazzi tribolate in pace perché noi triboliamo comunque più di voi.” La tecnica è semplice: quando dici qualcosa di cui potresti pentirti, cancella prima che arrivi a destinazione. Roberto e Rocco scoppiano a ridere e promettono di adottarla immediatamente. D’altronde chi non vorrebbe un tasto CTRL+Z nella vita reale?
Ma novembre porta con sé anche incontri misteriosi. Sandrino cena con Patrizio e Arianna, nuovi amici psicologi, e quella che doveva essere una serata tranquilla si trasforma in un viaggio lovecraftiano. Patrizio è uno psicologo della personalità che ha vissuto anni in Inghilterra, ha lavorato con Padre Amort assistendo agli esorcismi, possiede una biblioteca di testi esoterici regalatagli da un mecenate alla sua morte. Parla di vampiri, licantropia, possessioni. Ha studiato casi di esorcismo e racconta di una donna che ha vomitato il doppio del suo peso corporeo in materiale ferroso. “Sono veramente rarissimi i casi veri di esorcismo,” dice, “ma esistono.” La fidanzata Arianna è bellissima, silenziosa, annuisce sempre e solo a quello che dice lui. Una succube senza ali e coda, come nota Rocco divertito.
Roberto ascolta rapito e poi bombarda di domande. “Ma tu hai il Necronomicon in casa? Perché se non ce l’hai conti un cazzo.” Scherzi a parte, quello che lo affascina davvero è la contraddizione del mondo: “Viviamo in un mondo che ride quando parli di magia, fantasmi e streghe, ma poi prende serissima l’idea di credere in un morto vivente e in entità maligne che si impossessano del corpo. Se non è paranormale questo, cos’è paranormale?” Sandrino cerca di essere scettico ma ammette che il tipo sa parlare, ammaliare. Probabilmente è solo un bravo cantastorie, ma le storie che racconta sono affascinanti.
Rocco invece porta la discussione su un piano più scientifico. Parla di inconscio collettivo junghiano, quel sottile filo che collega tutti quanti e fa sì che in Italia, Svezia e Cina abbiamo tutti l’idea della grande madre, del vecchio saggio, degli archetipi. “Quello che lui sta dicendo è che la psicoterapia funziona,” spiega con la competenza del professionista. E poi aggiunge una riflessione profonda: “Io penso sempre che non conosciamo niente. Quello che sappiamo è solo l’inizio di una cosa ancora più profonda. Siamo fatti di atomi, gli atomi di quark, i quark di che sono fatti? Nessuno ci impedisce di pensare che dentro ogni quark ci sia un universo intero. Non esiste il vuoto neanche tra me e Custode che siamo a tanta distanza, perché è pieno di atomi. Quindi io e lui ci tocchiamo, solo che ci tocchiamo in forme che non sappiamo ancora.”
Roberto ha i brividi: “Anche in questo momento ti sto toccando anche se siamo così distanti. È un concetto fantastico.” E poi aggiunge la sua visione: “Io sono un forte sostenitore che Dio è semplicemente una creatura che non riusciamo ancora a comprendere. È onnipotente perché noi siamo ridicoli nel nostro livello di conoscenze. Quando riusciremo a tirare le fila di tutto, scopriremo che Dio esiste ed è semplicemente uno più intelligente di noi. Il concetto stesso della realtà è follia e magia. Perché dobbiamo esistere? L’esistenza stessa non ha senso. Potevamo semplicemente non esserci.”
Mentre i tre amici viaggiano tra filosofia e paranormale, la vita quotidiana continua con le sue piccole battaglie. Caterina cade ancora, per l’ennesima volta, e Roberto esplode con Luisa anche se sa di avere torto. I dentini continuano a tormentare la bambina che dà pizzicotti a tutti. Sandrino e Veronica attraversano un momento delicato: lei è incinta, ansiosa, la sera gli chiede “perché ci siamo sposati? Cosa hai trovato in me?” e lui, mezzo addormentato, non riesce a dare risposte esaustive. Si addormentano litigati. “Veronica,” la consola Roberto il giorno dopo, “certe domande le fate sempre di notte quando noi maschietti abbiamo il cervello spento. C’è un comico che ci ha fatto la carriera su questa cosa, cercalo e guardalo.”
Ma novembre porta anche belle notizie. Roberto e Luisa vanno a Salerno per la visita di controllo della mastocitosi. L’equipe del dottor Trigiani è fantastica: gentile, affabile, umana. Un medico con capelli arruffati e baffetto platino che sembra Babbo Natale, una ragazzina che non dimostra 25 anni ma è di una professionalità ineccepibile, uno specializzando romano che mentre fa l’ecocardiogramma confessa ridendo “so proprio una pippa nel fare questo tipo d’esame.” Si sentono coccolati, ascoltati. E le notizie sono buone: Luisa sta bene, l’osteopenia non è peggiorata con l’allattamento, possono pensare a una seconda gravidanza senza problemi. “Abbiamo pazienti con osteopenia a meno 3 che hanno fatto parti naturali senza rompersi nulla,” li rassicurano. “Se volete mettere in piano una gravidanza non c’è nessuna problematica.” Roberto sorride: “Chissà, magari tra un po’ vedremo se gli spermini del custode sono ancora attivi!” E poi confessa a Rocco al telefono: “In realtà ci avevamo già provato venti giorni fa ma gli spermini non hanno avuto effetto.”
Margherita intanto continua la sua battaglia. Il corpo reagisce bene alla chemio, i globuli bianchi aumentano grazie al “siero del super soldato” come lo chiamano scherzando – sette dosi in una che le danno la forza del Capitano America. Ha un po’ di dolore alla spina dorsale ma basta una Tachipirina. Sta bene, non ha sintomi preoccupanti. L’unica cosa che li spaventa è l’imminente perdita dei capelli. Ma Rocco è positivo: “Marghe col capello corto secondo me rimane una strafiga spaziale.” E quando arriverà la parrucca stile Meg Ryan, Roberto ammetterà che “fa molto fetish” ma poi si correggerà subito pensando a Sandrino nudo per cancellare l’immagine.
E proprio quando sembrava che le cose andassero meglio, arriva una notizia che potrebbe cambiare tutto per Rocco. La clinica Madonna delle Grazie lo contatta: vorrebbero i suoi servizi, spostare la sua area clinica all’interno della loro struttura. Diventerebbe un centro convenzionato con il servizio sanitario, potrebbe ricevere invii dall’ASL, fare terapie pagate dallo Stato. “Sarebbe una cosa molto carina,” riflette Rocco. “Più lavoro, l’ASL paga bene, entri in un sistema di stipendio fisso. In una società di 100 persone è facile cambiare ruolo, magari un giorno mi ritroverò a fare il regista. Speriamo non chiudano la società.” È un’opportunità importante che sta valutando con attenzione.
Ma se c’è qualcosa che caratterizza novembre è la saga dell’iPhone X di Sandrino. Arriva a casa questo gioiello da 1.350 euro e il primo giorno, cadendo da 30 centimetri d’altezza, si riga. Col passare dei giorni il rigo diventa crepa. Sandrino è affranto: “Un cellulare da 1.350 euro che cade da 30 centimetri si spacca in tale maniera, come faccio a farmelo riparare?” E qui scatta il genio: rimanda indietro l’iPhone adducendo un problema audio. Il corriere lo ritira, glielo riporta. Sandrino chiama Apple: “Mi è arrivato il telefono con il display rotto!” Manda le foto. E miracolosamente Apple accetta: sostituiranno lo schermo o addirittura tutto il telefono in garanzia. Gratis.
Roberto è stupito: “Non ci credevo. Sono contentissimo ma ti rendi conto? Stiamo a pensare a fregare i soldi a Apple? Ma dai!” E poi aggiunge con convinzione: “La truffa la sta commettendo Apple nei confronti dei clienti. L’iPhone X è il telefono più fragile del mondo secondo iFixit. Non resiste a nessuna caduta. Uno non può spendere 1.300 euro per un accessorio di vetro di Murano che deve maneggiare come un soprammobile. È normale che un telefono cada, prenda urti, subisca sollecitazioni. Qui non c’è tutela per il cliente, c’è solo la rincorsa a far spendere più soldi possibili senza dare niente in cambio.” Rocco lo appoggia in pieno: “Hai fatto benissimo, è una mossa sagace. Se c’è uno a cui spillare i soldi sono loro e Amazon. Se lo meritano tutto.”
Sandrino però impara la lezione: dovrà usare l’iPhone con una custodia in silicone. “È fatto con vetro puro, non Gorilla Glass,” scopre leggendo online. “Ma che cazzo gli ha detto la testa? Mi è caduto da 20 centimetri su pavimento morbido e si è spaccato.” Roberto concorda amaramente: “Ti fanno un terminale bellissimo ma talmente fragile che ci devi mettere una custodia che rovina l’estetica fantastica. È farlocco.” Ma alla fine quello che conta è che Apple ha accettato la riparazione gratuita. Vittoria.
Tra un iPhone rotto e l’altro, la vita scorre con i suoi ritmi. Roberto scopre che la sua Punto ha bisogno di un cambio d’olio totale e della sostituzione della pompa di iniezione. 300 euro tondi di regalo di Natale. “Tutto quello che potevo fare di bello per Natale l’ho speso per la Grande Punto.” Sandrino parte per Gerusalemme lasciando Veronica incinta a casa, e questo scatena una piccola polemica. Roberto chiede con genuina curiosità come faccia a partire in quelle condizioni. Sandrino risponde che aveva organizzato tutto lui, non poteva tirarsi indietro. Veronica interviene personalmente nel gruppo: “Se io avessi detto ‘desidero che tu rimanga’, Alessandro non sarebbe partito. Ma sono stata felice che sia andato, sono stata due giorni in pace senza dover pensare a cosa preparare per Sandrino. Sono molto indipendente quindi non me ne frega meno. Però bravo Custode che hai fatto riflettere il tuo amico su quanto lui sia con la zampa sempre in giro.”
Roberto e Luisa invece rinunciano a una pizza fantastica a Ponte Cagnano per tornare a casa da Caterina. “Alle otto e mezza siamo a casa,” racconta Roberto. “Siamo iper apprensivi. Punti di vista e caratteri diversi.” E poi aggiunge malinconico: “A me e Luisa quella pizza è rimasta lì.” Ma questa è la vita dei genitori, fatta di rinunce piccole e grandi, di ansie continue, di amore che supera qualsiasi voglia di pizza.
X-Factor continua a deludere. “Hanno scelto cantanti che fanno cagare a spruzzo,” sentenzia Roberto. “Non c’è personalità, brio, estro. Una noia allucinante. Non c’è nessuno che quando lo vedi dici ‘voglio vedere che fa’. Hanno sbagliato tutto.” L’unica cosa che salva la trasmissione è Levante che continua a far sangue a Roberto con i suoi tacchi e il rossetto rosso. Anche se poi ammette: “Mia moglie è meglio TM.”
E così novembre si chiude tra filosofia e paranormale, iPhone rotti e gravidanze, chemio che funziona e opportunità lavorative, pizze mancate e messaggi cancellati. Un mese in cui si parla di inconscio collettivo e di quanto ci tocchiamo senza saperlo, di vampiri ottocenteschi e di esorcismi veri, di Apple che truffa i clienti e di clienti che truffano Apple. Un mese in cui Margherita combatte come un leone e vince, in cui Veronica cresce Spamboccius nel pancione tra ansie metafisiche notturne, in cui Rocco valuta nuove strade professionali. Un mese in cui i tre amici continuano a sostenersi, a ridere insieme, a discutere di tutto – dal significato dell’esistenza alla fragilità dell’iPhone X. Perché alla fine è questo che conta: esserci, toccarsi anche da lontano attraverso quegli atomi invisibili che Rocco dice ci collegano tutti. Anche quando cancelliamo i messaggi prima che arrivino a destinazione.