Aprile si apre con misteri tecnologici. Sandrino cerca disperatamente una funzione su Google Maps che non trova. Roberto invece fa colazione da Zi Checco e gli entra Sam: “Mamma mia come è diventato, sembra proprio Prey, quello ciccione grosso con gli occhi a mandorla la pelle olivastra e faceva pure aug.” Il primo aprile passa in una passeggiata pomeridiana qualunque, ma il 4 aprile esplode tutto.
Roberto: “Buongiorno cari amici, ieri non ci siamo sentiti proprio, lunedì una giornataccia.” Rocco era a casa per la visita dei nei, Sandrino aveva mal di testa. Ma Roberto deve parlare di Caterina: “Caterina ormai è ingestibile. Purtroppo è così, è sempre stizzosa, piange in continuazione. Ci siamo informati e sembra che ci sia un ottimo pediatra a pagamento che si fa pagare fior di quattrini ma che tutti dicono essere molto bravo ad Amantea. Luisa stamattina prenderà un appuntamento e andiamo a farle fare una visita completa perché la situazione sta diventando ingestibile. Ingestibile per me che dopo una nottata in bianco poi passo il giorno a lavorare, ingestibile per Luisa che sta diventando sempre più nervosa, ingestibile anche per i nonni. La sera quando io arrivo a casa mia suocera è praticamente esaurita perché Caterina non dorme, rigurgita. L’abbiamo portata più volte dalla nostra pediatra che dice che è tutto normale, che non ha niente, che la bimba sta benissimo, che cresce, però intanto non riusciamo a venirne a capo.”
E continua: “Sono preoccupato. Io Caterina la vedo, sta bene, cresce, quei momenti in cui non ha dolori è bellissima, però sono preoccupato. Non riesco a capire se è una cosa normale o c’è qualcosa che non va. Siccome non possiamo andare a tentoni, preferiamo spendere 200-250 euro e avere la certezza che qualcuno di competente le faccia un check up completo.” E poi cambia argomento per distrarsi: la macchina. “Sono uscito di casa stamattina tutto normale. Sono arrivato a Cetraro per fare colazione, ho spento la macchina. Risalgo, accendo e niente: tutte le spie accese. ABS, freno a mano, servo sterzo, cinture. Il sensore della benzina a zero lampeggiante. Il computerino non registra più niente. Non funziona neanche la radio. Tutta la parte elettrica dà errore. Però ho controllato che le luci funzionassero, le frecce. Pare che funziona tutto, solo che all’interno non mi dà alcuna indicazione. Sto guidando così sperando di arrivare al lavoro.”
Poi aggiorna: “Mi sono fermato a Santa Maria del Cedro per prendere un altro caffè perché sto guidando con gli occhi chiusi. Ripartendo tutto è tornato a funzionare. Mistero misterioso. Sarà il caso che vada dall’elettrauto.” Sandrino risponde solidale: “Massima solidarietà per Caterina, speriamo che questo pediatra vi dica qualcosa di sensato e non semplicemente che è intollerante al latte. Io sicuramente non posso darti consigli perché non ho figli. Però una bambina piange perché le fa male la pancia, perché non riesce a digerire il latte. Magari piange pure perché non la tieni nella maniera giusta, non la tieni abbastanza in braccio. Potrebbero esserci vari motivi.”
E qui Sandrino entra nel personale: “Quello che ho visto quel weekend che sono sceso: ho visto una Luisa che ha paura che la bambina faccia rumore e possa svegliare i vicini. Ha paura di portarla al mio matrimonio perché magari la gente possa giudicarla perché sta bambina piange. Queste secondo me sono due cose sbagliate. Dovresti far capire a Luisa che non c’è nulla di sbagliato in quello che fa. Una bambina può avvertire anche il fatto che la madre si senta insicura. Oppure Robertino un’altra cosa: ma tu la tieni in braccio sta bambina? Quando sono venuto giù ho visto tenerla poco Luisa, a te non mi pare più di tanto. Non vorrei che al posto di Luisa ci siano i tuoi suoceri a tenerla e quella si incazza giustamente.”
Il 5 aprile Rocco sottoscrive: “Io sottoscrivo in pieno quello che dice Sandrino, anzi sarei stato anche un po’ più caustico. Alessandro è stato molto diplomatico.” E poi arriva il momento. Roberto torna dalla visita: “Carissimi amici, scusate se non mi sono fatto più sentire ieri. Sto andando a lavoro dopo che siamo stati a visita dal pediatra ad Amantea. Arrivo subito alle conclusioni finali. Le ultime parole del pediatra che le ha fatto una visita di un’ora e un quarto come non ha mai visto fare in vita mia, le ultime parole sono state: signori, vostra figlia è una Maserati. Per quantificare che a qualunque esame ed ecografia è stata sottoposta, le sue parole sono state: è perfetta. E ciò mi rincuora tantissimo. Non sapete il peso che mi toglie. Rimane il problema che è sempre nervosa e stizzita, lui ci ha spiegato anche il perché. 90 euro mi è costata, non è neanche tanto, mi aspettavo molto di più. Penso che neanche quando ho comprato la migliore delle schede video sono stato così felice di dare dei soldi. Se li è meritati tutti perché ha dato a me e a Luisa la certezza che Caterina sta benissimo.”
Roberto spiega tutto: “Caterina soffre di coliche gassose, normalissimo. Quello che nessuno ci aveva detto è che tutte le gocce che ci hanno prescritto, anche quelle a base di bromuro, sono palliativi che non servono a nulla. Ha detto è cosa buona e giusta che ci siano queste coliche perché rinforzano lo stomaco. Ha detto certo, per voi genitori sarà l’inferno perché la bambina piangerà sempre, però l’abbiamo fatto tutti. Si prende la bambina, si porta in braccio anche nel cuore della notte, si fa un massaggino sul pancino e si cammina dalla cucina al letto al salone. Purtroppo non ci sono altri rimedi.”
“Altra cosa che non sapevamo: il fatto che sia stizzosa, che pianga, che cerchi il ciuccetto e si strusci sulle gengive. Ci sono due molari o canini pre-fase. Naturalmente si è messo a ridere vedendo i nostri sguardi sbigottiti. Ha detto non sto dicendo che domani le spuntano i denti, assolutamente. Ha detto però iniziano a esserci già a quest’età piccole formazioni e questo crea irascibilità, stizzosità, il fatto che piange in continuazione, che vuole latte e poi non lo vuole più. Tutti quei sintomi per cui noi siamo andati lì. Vorrei sottolineare una cosa: noi siamo arrivati e questo tizio non ci ha chiesto che problemi ha la bambina. Non ce l’ha chiesto. Ha voluto sapere il quadro clinico dei genitori e dei nonni, come è stata la gravidanza. Dopodiché, senza chiederci il perché fossimo lì, ha iniziato a visitarla e visitandola ha tirato fuori tutti i sintomi per cui noi siamo andati lì preoccupati. Questo secondo me è già una buona cosa.”
E continua con l’elenco delle ecografie: “Ecografia al fegato: perfetto, funziona benissimo. Ce l’ha fatto vedere, ci ha detto tutti i termini tecnici. Può essere pure che mi stava raccontando frottole ma non mi pare. Ecografia ai reni, ecografia al cuore. Ci ha fatto sentire tre tipi diversi di battito cardiaco. Le ultime parole: il suo cuore è quello di un orologio, il suo battito è un orologio svizzero. Quello che a me premeva più di tutto è che il cuore funzioni alla perfezione. Ecografia al cervello, ci ha fatto vedere la fontanella. C’è tutto, è tutto perfetto. Le ossa ci ha spiegato che alcune sembrano fratture ma è tutto normale, devono essere così aperte fino ai 18 mesi perché il cervello sta crescendo. Entro il diciottesimo mese si richiuderanno. Ossigenazione del sangue, temperatura corporea, epiluminescenza. Qualunque cosa ha fatto ha riscontrato che la bambina è perfetta. Io e Luisa siamo contenti. Ha detto in linea di massima con l’arrivo dei tre mesi le colichette tendono a scemare. Manca una settimana al terzo mese. Dovete camminare ancora qualche giorno la notte.”

E la ciliegina: “Appena l’ha messa sul lettino, Caterina ha fatto la mossa dello spadaccino: braccino sinistro steso a pugno in alto, braccino destro ritratto col gomito piegato. Una sorta di superman. Ha detto ‘vedete questa posizione? I bambini assumono tre posizioni diverse. Una è la posizione dei bambini normali, una purtroppo è la posizione dei bambini ritardati, e un’altra è la posizione di vostra figlia, che è la posizione classica dei bambini precoci. Quindi io già vi posso dire che questa pinocchietta è molto precoce, e quando avrà due anni mazzetterà a tutti e due perché vorrà parlare soltanto lei.’ Mi ha fatto morire da ridere.”
Roberto conclude: “Non sto sfuggendo alle mie responsabilità. Ho sentito tutti i vostri messaggi e ve lo dico col cuore in mano. So perfettamente che voi avete notato questo, era la cosa che mi aspettavo che chiunque notasse. Luisa è su di me nei confronti di Caterina. Ne parliamo questa sera.” Rocco risponde: “Bravo bravo bravo. Un pediatra che ti rivolta il bambino da capo a piedi, un’ora e un quarto, 90 euro, ottimo. Va levato tutti i dubbi, va detto tutte cose giuste. Caterina è un amore, è una Maserati e siamo tutti contenti. Gusto è tua figlia, tocca a te, non sa puoi pippa nessun altro. Fammi vedere Leonardo intanto che sta facendo la cacca.” E Leonardo saluta: “Ciao Caterina!” Roberto: “Un bacione da Caterina al piccolo Leonardo e soprattutto grazie Rocco per chiamarmi amore. Ci abbiamo messo anni per fare il coming out ma alla fine ci siamo riusciti. Margherita, sei solo un ripiego!”
Il 6 aprile Sandrino commenta: “Quando sento Leonardo che ripete le cose che gli fa dire il padre mi viene la pelle d’oca. E soprattutto quando Leonardo saluta le amichette.” Rocco risponde epico sui figli come gadget interattivi: “Leonardo ha la privacy quando sta in bagno. Va dentro, mi chiede di accompagnarlo, chiude la porta e mi dice ‘papà tu vai a fare una cosa’. Quindi sta solo tranquillo. E allora? Un figlio è un tuo strumento. I miei figli sono miei, sono creati da me, ho diritto finché sono piccoli di ogni cosa su di loro. Io ho un genitore ha potere di vita e di morte su un figlio. È giusto che l’abbia finché non hanno 18 anni. E poi è giusto che il figlio si ribelli, combatta per la sua libertà. I figli sono il vero gadget interattivo per eccellenza. Aumentano di livello molto velocemente, soprattutto a quest’età. Gli puoi insegnare abilità particolari e loro le utilizzano. Gli insegni a dire cose, frasi, e loro le fanno. Li puoi personalizzare come vuoi. Nel mio caso è anche gratis perché i vestiti li compra Margherita. Sandrino non fare il rosichino, fai un bambino. Sandrino rosichino fai un bel bambino, Sandrino rosichino fai un eredino, Sandrino rosichino fai un bel pargolino, Sandrino rosichino non fermare il pisellino.”
Il 7 aprile Sandrino chiede a Roberto delle letture del matrimonio: “In base a cosa tu e Luisa avete scelto le letture in chiesa? Come avete fatto a capire quali letture erano adatte a voi?” Roberto risponde sincero: “Sandrino, io ti voglio bene come un fratello, ma io non ho scelto niente del mio matrimonio, ancor meno le letture. So ateo per antonomasia, o meglio credente quando mi fa comodo. Ma te pare che io potevo andare lì a scegliere letture? Io non so manco che sono le letture. È venuta Luisa e mi ha detto ‘ti vanno bene queste letture?’ Questa per un motivo, questa per un’altra. Mi avrà fatto leggere il contenuto, mi avrà ricordato alcuni momenti con lei e le ho detto di sì. Ma veramente non posso darti una risposta. Posso chiedere a Luisa perché le abbiamo scelte, o meglio perché le hai scelte.” E Rocco: “Custo, tu ti sei sposato a tua insaputa. Cambia direzione, perché se no gli altri continuano a decidere tutte le cose. Un domani chi deciderà a quanti anni Caterina avrà il cellulare? Chi deciderà se fare il discorso a Caterina? A che scuola va? Che sport farà? Il pediatra? I vestiti? Se fare i vaccini? Il matrimonio forse conta poco, ma un figlio conta tanto.”
Il 9 aprile Rocco espone la sua filosofia di vita: “Un giorno vi parlerò della mia filosofia di vita, ovvero del mio gamificare ogni aspetto della vita. Mi ha portato a convincermi che la vita in realtà sia esclusivamente un gioco che va giocata, divertita. Ogni cosa che capita va accettata come in un videogioco. Alla fine quando perderemo, quando finirà il gioco, uscirà il seguito oppure ci sarà un continuo. Ma a me chi mi assicura che c’è un passato e un futuro? Chi mi dice che la storia precedente e successiva alla mia venuta sulla terra non esiste? Io magari sono un giocatore che gioco in uno span di 100-150 anni. La mia partita può iniziare un po’ prima, un po’ dopo. Non male lo scenario. Passerò a un altro videogioco in cui magari nasco sasso, delfino, insetto, continente, stella, supernova. Chissà che figata che succede dopo. Questa è parte della mia filosofia e ci credo veramente. Mi piace l’idea di essere l’involucro attraverso cui un player onnipotente sta giocando. Io sono la carnificazione di una divinità. Nei miei momenti più astrusi mi piace pensare che ci sia solo io, che io sia l’unico giocatore e che la mia onnipotenza mi porti a giocare tutti i ruoli contemporaneamente. Quindi io interpreto me stesso, Sandrino, Custode, l’albero. Non io proprio, perché io che ascolto sono uguale a voi. Semplicemente per divertirci dividiamo le nostre percezioni. C’è questa entità che fa un videogioco talmente complesso che gioca a Civilization come se giocasse a Baldur’s Gate, personalizza ogni personaggio in un universo sconfinato.”
E conclude filosofico: “Quando penso a questo mi viene in mente la patologia. Se io avessi un disturbo schizofreniforme e venissi da voi dicendo questa storia, il problema qual è? Che la mia storia è vera. Non avete modo di convincermi che non sia reale. Non esiste un modo razionale per farmi capire che il mio delirio non sia la vostra realtà. L’unico modo per lavorare con una persona così è scendere nel suo delirio. Dirgli ‘cavolo ok, il tuo modo di vedere il mondo mi piace, quindi entro nel tuo mondo e gioco secondo le tue regole’. È affascinante come la nostra mente possa creare labirinti da cui non si può uscire. Se io mi perdessi nell’idea che nel mondo siamo tutti un unico player e non avessi stabilità, il senso di realtà è quello che ci salva. L’indice di realtà. Se perdo questo concetto diventa tutto estremamente più divertente secondo me nella vita. Ma divento anche matto come un cavallo.” Sandrino chiude: “Amici, ho finito Zelda, sono triste.”
Il 12 aprile arriva la condivisione della posizione su Google Maps. Sandrino: “Perché non condividi più la tua posizione con me? Dai, condividila per sempre, non fare il timido.” E Roberto: “Buongiorno amici di G-Maps, sto partendo, la prossima tappa sarà a Cetraro per colazione. Seguite i movimenti del custodino.” Rocco: “Buongiorno nemici della privacy, mi piace molto questa iniziativa. Il giorno in cui verrò rapito mi potrete venire a liberare rapidamente. Sto andando a Frosinone a fare le udienze presidenziali.” E il 13 aprile Roberto racconta: “Stavo facendo colazione al bar a Cetraro. Entro e davanti a me c’erano due rumeni albanesi. Razzismo allo stato puro. Stavano facendo colazione trasandati, il tipico rumeno trasandato. Mentre io pensavo ‘ammazza sti rumeni de merda’, fuori parcheggia il furgoncino portavalori. Sti due rumeni impazziscono. Si affacciano e si mettono a fissare sto furgoncino. Io e Mattia ci guardiamo. Il furgoncino se ne va e questi rientrano e finiscono di fare colazione. La morale è: oltre al custode che è di un razzismo impietoso, se nei prossimi giorni leggerete di un furgoncino portavalori svaliggiato nei pressi di Cetraro, io vi avevo avvisato!”
“Ieri sera c’era matrimonio a prima vista, non l’ho registrato, porca miseria! Ieri sera abbiamo avuto parenti da Genova, era anche il terzo mesiversario di Caterina e me so dimenticato. Com’è stata la prima puntata?” Sandrino: “È stata interessante. Sono tutte e tre coppie simpatiche. Giustamente hanno detto che l’anno scorso visto che hanno fallito perché nessuno si è sposato, quest’anno faranno accoppiare persone in base alle loro affinità invece che con parametri opposti. E finalmente entrano a gamba tesa i genitori.” Rocco: “L’unica cosa che mi piace di Jerry Grassi è che ha i tatuaggi. Ma uno che fa terapia strategico breve sistemica non è neanche considerabile uno psicologo. Io sono molto talebano. Credo che l’unica psicologia considerabile sia la psicologia clinica. Lo psicologo del lavoro e dello sport mi fa cagare. E all’interno della psicologia clinica, l’unica psicoterapia del profondo che considero tale è quella dinamica o complessa. Il sistemico relazionale, il cognitivo comportamentale, lo strategico, la terapia breve, tutte queste stronzate mi fanno cagare. Non capiscono un cazzo. Nel mio settore sono abbastanza rigido e talebano. Sono estremamente gentile e accomodante ma nel settore lavorativo mi sto riscoprendo assertivo e canaccio. Mi impunto sulle mie idee perché c’è una base scientifica sotto. Gli altri li mando vivacemente a cagare.”
E racconta: “Qualche settimana fa ho avuto un incontro con una testa di cazzo di Velletri, uno psicologo che si spaccia come massimo esperto dell’autismo. A un certo punto la madre mi guarda e fa ‘Dottore, ma lei che ne pensa?’ Ho fatto ‘Allora, questo che ha sentito è quello che le avrebbe detto mia zia. Adesso parliamo di scienza, parliamo di ricerche e cose serie, perché i bambini e le patologie vadano rispettate e non ci possiamo improvvisare.’ Ovviamente questo da tre settimane è totalmente sparito. Non è cattiveria, ma porca troia, se fai un lavoro lo devi fare bene. Ti devi studiare, aggiornare, impegnare. Non mi puoi venire con la teoria degli anni 50. Pretendo che tu sappia le ultime ricerche del 2015-2016. Perché non possiamo ancora parlare del piccolo Hans del 1899.” E aggiunge: “Volevo rendervi partecipi della mia gioia videoludica: ho platinato Horizon Zero Dawn in 50 ore circa. Estremamente facile, tutti trofei che fai nel gioco. Mi è piaciuto, devo dire che mi è piaciuto.”
Il 16 aprile Rocco racconta la cena ai cacciatori: “Eravamo a cena con Check, Duke, FDA per gli auguri di Pasqua. Duke e Simona con Andrea per la prima volta sono usciti. A un certo punto Simona allatta Andrea. Per me nessun problema, Margherita quando allatta Lavinia si mette sul divano, si mette davanti al seno e non si vede niente. Lei a tavola si alza la maglietta, si caccia fuori una tetta e con la più grande tranquillità prende il bambino ma non lo mette davanti al seno, se lo mette al fianco. Quindi Andrea sta seduto a fianco guardando noi, gira la testa verso destra, prende il seno sinistro. Lei rimane a tette di fuori davanti a noi. L’abbiamo visto tutto perché quando ha staccato Andrea con molta calma si è rimessa la maglietta. È stata a tette di fuori mezza serata. Per fare la parte mamma moderna all’allattamento. Ma è stata una scena inquietante perché Andrea è alto quasi un metro, si è mangiato prima zucchine, pizza, tutto. C’ha i denti. Mi è sembrata la scena del Trono di Spade con Lisa Arryn quando allatta il figlio di 7-8 anni.” E Margherita aggiunge: “La cosa più inquietante è che ha dato fastidio a me che sono una mamma che allatta. Stavamo al centro del ristorante col cameriere che le guardava le tette. Era proprio uno sfoggio il mio essere mamma moderna che mi tiro fuori le tette perché voi dovete lodarmi. No cara, volevi fa’ sta scena. Sgradevole per me che tollero di tutto, è stato proprio inquietante.”
Il 19 aprile si parla di Mass Effect Andromeda. Rocco: “Sto giocando a Mass Effect Andromeda. Il gioco è molto fico ma secondo me un errore di fondo è che gli hanno dato un’impostazione velatamente soppoperistica. Ti fanno parlare un sacco con un sacco di personaggi. I dialoghi non sono mai sciocchissimi, solo che sono tanti. Dall’altro lato c’è la bellezza di esplorare il pianeta anche se non è un’esplorazione mega galattica. Le mappe sono tutto un po’ vuote, te fermi per arrivare da una parte, arrivi e tanto c’è niente. Però ho ancora modo di ricredermi.” Roberto chiede: “Com’è questo Andromeda? Sto leggendo recensioni ma non ci sono commenti molto positivi. Uno dei difetti citati è che sì, l’esplorazione ci sia ma non ci sia niente da esplorare. La prima volta che sento il discorso soppoperistico.” Sandrino dopo qualche ora di gioco: “La famiglia Ryder, il nome più banale della storia. Non ti aspettare niente di pionieristico. Non è il riscatto di una famiglia verso nuovi mondi, è una cagata che si risolve con tre dialoghi. La trama, i dialoghi, tutto merda. Non ho visto niente di rivoluzionario, neanche d’originale. E’ fatto bene, impacchettato carino, ma niente di tecnicamente spettacolare. Animazioni grezze, combattimenti grezzi, movimenti grezzi. Sembra un gioco indie. L’unica cosa figa è l’armatura. Sono un po’ deluso. I rallentamenti e gli scattini ci sono a palate. Il primo mondo è desertico, non c’è niente, rocce e deserto dappertutto. E sempre antica razza aliena scomparsa. Il nemico si chiama Flagello, è un seguito di Mass Effect 3? Ci stanno i Remnant che c’erano pure negli altri. È sempre la stessa pappa. Non si chiama Shepard, si chiama Ryder, ma c’è lo stesso ciuffo.”
Il 21 aprile Roberto e Rocco sono esausti: “Stanotte abbiamo detto tanto ormai a sto punto usciamo. Alle 6.50 stavamo tutti svegli in bagno a prepararci. Ci vediamo stasera all’addio al celibato di Check.” Ma la notte peggiora: “È stata una nottata molto provante. Ieri sera quando sono tornato dopo la palestra c’è stato un momento in cui anche mia suocera era lì per dire ‘forse è il caso di andare al pronto soccorso’. Non si placava, strillava come una forsennata e diventava letteralmente paonazza. Io e Luisa avevamo paura che le fosse uscita l’ernietta. Abbiamo guardato e riguardato, non c’è nessun segno, nessuna pallottina. Tutta stanotte col patema d’animo. Sentirla urlare in quel modo e vederla diventare bordeaux, mamma mia. Sandrì, sbrigati a fare un figlio con Veronica perché sennò perdi tre anni di vita quando succedono queste cose.”
Il 22 aprile Rocco accende la Switch: “Ho acceso la prima volta la Switch, la console è molto figa. Devo comprarmi un proteggi schermo e una custodia. L’unico dubbio è come ricaricare i Joypad. Devi tenerli attaccati alla console e metterli nella base. Se vuoi comprare il supporto per ricaricarli costa altri 40€. La Nintendo fa sempre queste scelte azzardate. Non ho ancora inserito Zelda, lo inserirò quando tutti vanno a dormire perché me lo voglio sparare ben bene. Sandrì, i due supporti che vanno attaccati ai Joy-Con a che servono? Servono solo a tenerli meglio perché c’hanno il laccetto? O hanno una funzione? Vedo che hanno due pulsanti anche sui lati ma non ho capito.” Sandrino: “Il proteggi display non serve a una minchia, te lo dico io che ci ho giocato oltre 100 ore a Zelda e 20 ore a Wonder Boy portandolo tra treno e casa e non c’è manco un graffio. Stessa cosa per i Joy-Con e la ricarica, mai sentito il problema, non si sono mai scaricati. Non c’è bisogno di comprare l’attacco. Gli accessori da attaccare sul gioco non ho idea a cosa servono, stanno nel cassetto ancora in cellophane.”
E così aprile si chiude con Roberto che va a Roma per rivedere gli amici dopo settimane di assenza tra lavoro e Caterina. “Questa sera dopo cena volevo salutarli, ho detto se ci va di vederci dopo cena, un pub tranquillo, perché comunque non voglio fare tardi. Ancora c’ho sonno. Vi volete unire, Rocchini e Sandrini?” Sandrino: “Non penso di passare, tanto ci vediamo domani o dopo. Salutami tutti i tuoi amici nerd. Fossi in te andrei a comprarmi un costume. Mio fratello mi ha detto di portarlo.” E Roberto confessa: “Io non mi sono portato nessun costume e nessun accapatoio, porca di quella puzzola.” Ma la cosa più importante rimane quella: Caterina è una Maserati. È perfetta. Il pediatra di Amantea ha tolto il peso che schiacciava Roberto e Luisa da settimane. Le coliche passeranno, i denti spunteranno, Caterina crescerà precoce e parlerà soltanto lei. E intanto Roberto può finalmente respirare, anche se le notti insonni continueranno ancora un po’. Ma almeno ora sa che sua figlia sta bene. Ed è questo che conta.