Febbraio 2017: pizza di Michelone salata, bollini misteriosi e Nintendo Switch al bagno

Febbraio si apre con Sandrino in coma. Non il solito Sandrino Blackout delle 21.35, stavolta è diverso: ha passato tre giorni al cesso a cagare e senza dormire. Colpa della pizza di Michelone. “La pizza è molto buona”, spiega a Roberto, “peccato che la notte non dormi perché c’è talmente tanto sale che due bocce d’acqua non bastano. Alzati ogni volta per prendere acqua, girati nel letto, e alla fine non dormi.” Venerdì zombie al lavoro. Sabato sera cena a Genzano con Veronica, hamburger con carriolate di sale. Domenica festa dei 50 anni in campagna, carne fino alle cinque di pomeriggio. Tre notti insonni per la sete. Martedì sono andato col treno perché altrimenti rischiavo la vita.

Roberto si diverte: “Ma ti rendi conto che sei diventato una persona mondana? Sei uscito tre volte di seguito. Cena con Veronica, festa dei 50 anni con 26 persone ospitate a casa tua, serata da Rocco. Per me è uno dei gironi infernali più alti. Io queste cose non le faccio più da anni. Mi sei diventato mondano, bravo Daddo.”

Ma Sandrino ha sempre voluto dire una cosa su Michelone, solo che se la scordava sempre. Stavolta la dice: “Sono andato da Michelone e indovina che mi dà? Un foglietto con 3 timbri. Gli chiedo alla signorina ‘ma questi timbri cosa vogliono dire?’ ‘Ah caro ragazzo, ti ci manda il tuo amico Rocco, ogni 10 timbri c’è una pizza Margherita in omaggio.’ Ella peppa.” Quindi la domanda: quante pizze gratis Rocco si è mangiato alla faccia loro?

Roberto ride: “Hai capito? Che inciucio. ‘Dai, andiamo da Michelone. Offro io, pizza da Michelone. Custode, perché ti prendi sempre la piedina?’ Ci ha campato una famiglia con le nostre pizze, la sua in omaggio.” Rocco si difende: “Ma che fine fanno i punti che ti dà Michelone? Io non ci vado da mesi e ho 12 punti a casa. In realtà ti regala una margherita o ti fa 4 euro di sconto. I vostri punti che fine fanno?” Perché ovviamente Rocco non va mai da Michelone, Sandrino e Veronica passando la prendono loro.

Sandrino ribatte: “Non sempre Michelone mi lascia il bollino. Quando me lo dà penso che mi devo incazzare con Rocco, poi dopo 14 secondi me lo scordo, mi ritrovo i buoni in tasca dopo una settimana e finiscono nel secchio della spazzatura. Ma a fronte di 20 bollini buttati, Rocco ne avrà minimo 200. Perché la signorina mi ha detto più volte ‘amico di Rocco, vuoi i bollini?’ Io dicevo no. ‘Ah vabbè allora li do a Rocco.’ Quindi questi bollini ce li ha avuti, carissimi.” E rilancia: “Quando sono andato giovedì scorso Michelone sapeva per filo e per segno la vita di Rocco. ‘Ma Rocco come sta? Margherita? I bambini? Ah l’altra volta Margherita si è presa questa pizza.’ Rocco è un abitué, inutile dire che sono mesi che non ci va.” Gli amici di Rocco, i falsi testimoni.

Poi c’è il tema addio al celibato. Sandrino: “Non so se state organizzando qualcosa. Volevo dirvi: per me no puttane. Mi va bene andare in un posto dove ci sono, so che a molti farà piacere, però non famo che io sto là e mi dovete dare la puttana. Perché non la voglio, mi fanno schifo. Le guardo, gli tocco i culi, però il pisello non esce. E ricordatevi di mettere Davis che è testimone.” Rocco approva: “A me piacerebbe un viaggetto di un paio di giorni, ma senza Mignotte. Se andiamo a Francoforte e la sera ce ne andiamo ai dodici apostoli a sfondarci di stinco e birra, sono contento come la Pasqua. Molto meglio delle Mignotte.” Roberto aveva argomentato: “Ho 41 anni, il pisello non mi si arizza più. Mi vergogno come un cane. Se volevo andare a mignotte l’occasione si trovava, non serviva aspettare l’addio al celibato.”

Roberto è parcheggiato a Cetraro dopo cornetto e cappuccino. Di fianco a lui un ragazzotto di 30 anni a bordo di un’Alfa Giulia. “La versione base parte da 35.000 euro. Questa ha cerchioni, doppio scarico, bella chittata. Costerà tra i 35 e i 50. Essendo a Cetraro con 30 anni, ma non è che mi ha parcheggiato davanti uno del clan M..? Che figa sta macchina però!” Sandrino tranquillizza: “Magari l’ha comprata usata, si trovano a 14-15 mila euro. Pure lui potrebbe dire della stessa cosa di te: un signore che si fa cappuccino e cornetto alle sette di sera. O è frocio, o vuole procurarsi uno scagazzo, oppure è un gran signorotto che si gode la vita.” Roberto: “Considerando che sono vestito sporco, con i panni di lavoro, uscito da una Puntaccia distrutta, può pensare: è frocio, batte per strada, o gli piacciono le cose sadomaso. Comunque ora mi faccio una partita a Diablo 3.”

Il 2 febbraio si parla di macchine. Roberto chiede a Sandrino della BMW. “Vi avevo chiesto un consiglio su una macchina massimo 2.000 euro più della mia. I vostri consigli andavano su macchine di 20.000 euro in su, come se non conosceste il mercato dell’usato. Mi tengo la mia che per quanto rompa la schiena almeno è del lusso.” Roberto confessa ignoranza: “Quanto vale la tua?” “Vai a 7.000 euro.” “7.000? E che ci compri con 10.000 euro nell’usato?” Sandrino spiega: “Un sacco di roba del 2009-2011. L’ho comprata due anni fa a 13.000 euro. Preferisco una BMW di 6-7 anni che una Fiat nuova. Vediamo la 500 XL di Rocco fra 6-7 anni come sarà, con plastiche che zompano e sedili che si staccano. Un collega vende una serie 3 a 8000 euro, 120.000 km ma è comoda, ha un motore bestia.”

In mezzo a queste conversazioni c’è uno scambio memorabile. Rocco racconta che la battuta del TAC che Roberto ha sentito su Radio DJ è un meme di Pozzetto su Facebook. Margherita l’ha trovata divertentissima. “A lei piace Radio DJ. Pensate con chi sto sposato. Io sento Barisoni, Giannino, Radio 24. Lei sente Radio DJ, Radio Globo e RDS.” Sandrino chiede innocentemente: “Margherita, ma quando torni al lavoro? Così, per capire.” E arriva la voce di Margherita in sottofondo: “Ma fatti i cazzi tua! Spero prestissimo!” Momento di pura sincerità.

Rocco porta informazioni: “L’amministratore Abate dice che la signora bionda di via Eduardo De Filippo, quella che ha comprato i 10 parcheggi, ora li regala. Chi li vuole paga solo l’atto notarile. Paga troppo di IMU, non li ha affittati e ci rimette soldi. Se i tuoi genitori sono interessati possono chiamare Abate.” Roberto: “Sì boh, dopo li sento e glielo dico. Sta puttana se li era comprati per farci i soldi.”

Il 3 febbraio Rocco parla di Yamato 2199: “Ho iniziato la prima puntata giorni fa. Vista dopo L’Attacco dei Giganti, quello ha perso punti. La Yamato è scritta in maniera elegante. Pensavo ‘che palle sti personaggi’ invece no. L’attacco alla base di Plutone è fatto benissimo. Le navi che si coordinano, la Yamato sott’acqua, l’attacco satellitare. Bellissima. Finita questa recupererò Gurren Lagann.” Roberto è contentissimo: “Sono contento che piaccia a tutti e tre. La sera, nonostante crepo di sonno, prima della poppata di Caterina mi vedo almeno un episodio. È fatto bene e cerca di dare logica fisica all’assurdità. È bellissimo che lasciato il sistema solare è l’ultima occasione per mandare messaggi ai cari. Mi ricorda tantissimo Battlestar Galactica.” E poi il sogno: “Spero facciano anche il rifacimento di Galaxy Express 999. Da piccolino lo guardavo estasiato. Non ho mai visto la fine, l’emittente a Torino mandava sempre le stesse puntate poi ricominciava.”

Sandrino ha iniziato Black Sails: “Ho visto le prime due puntate. Carino, peccato il casting. Il personaggio principale è una checca sputata. Attoruncolo hollywoodiano con capelli pettinati, ricciolini, occhi truccati, faccetta senza un neo. Siamo nel 1700, come fa esistere un uomo con la pelle così perfetta? E anche l’antieroe pirata è tutto pettinato carino. È una serie per femminucce? Mi sta piacendo ma questi attori sono pure i principali.” Margherita demolisce: “L’ho visto fino alla terza stagione, è noiosetto. Io sono femmina e ci stanno i bonazzi. Non è una serie dei pirati, è foto su Flickr, storia d’amore più che pirati. L’ho vista perché ero disperata a letto con minacce d’aborto quando aspettavo Leo.”

Il 6 febbraio Roberto fa una considerazione nerd: “L’arrivo di Caterina ha cambiato le carte in tavola. Il tempo videoludico non è più quello di prima. Nel weekend abbiamo passato sabato e domenica dai suoceri. La decisione di Rocco di farsi un 3DS è stata saggia. Videogiocare in mobilità è l’unica soluzione quando hai poco tempo e devi crescere figli.” E svela la teoria: “Mi compro un 3DS? No, che senso ha. Mi rimetto in testa lo Switch. Sto seduto al cesso, bel Nintendo Switch con Zelda. Ho tempo tra una poppata e l’altra. Lo Switch è la soluzione a tutti i problemi.”

Sandrino demolisce: “Tutto questo discorso è un castello di carte per approvare mentalmente che ti comprerai lo Switch. Non è che con la console portatile avrai tempo. Non avrai tempo manco per un cazzo. Dove pensi di giocare? Nel cesso? La console ha bisogno di stare da soli in pace. Tira fuori le carte e dici che vuoi comprarti lo Switch a prescindere dalla mancanza di tempo.” Roberto insiste: “Sabato e domenica dai suoceri avevo tempo in quei punti morti con Caterina in braccio. E la mattina mi alzo alle 7 ma passo dalle 7.05 alle 7.45 seduto sulla tazza in attesa della cacchetta. 40 minuti in cui potrei fare Zelda. Ora gioco a stupidi giochini sul cellulare, ho reinstallato Puzzle Quest 2. I tempi morti ci sono.”

Rocco fa il bastian contrario: “Sono d’accordo con Alessandro ma ti dirò una cosa più importante. Parlavamo del bello del coccolarsi i figli. E poi passi due giorni dai suoceri perché i nonni devono godersi i nipoti. No, i genitori devono godersi i figli. Inizia a dirti perché stare tutto il weekend là, state a cena a casa con il coccolo sul divano.” Ore di silenzio. Rocco si preoccupa: “Non vorrei che le mie parole fossero troppo dure.” Roberto: “Hai ragione. Però devo mediare. Mi sento ingiusto verso i suoceri che mi hanno accolto e servito per mesi. Dire ‘attaccatevi, se volete Caterina venite voi’ è duro. Magari tra un po’ lo dirò ma cerco di essere malleabile.”

Sandrino ha finito The Expanse: “Serie spaziale da dieci episodi su Netflix. In dieci episodi non succede un cazzo. Livelli mai visti. Non lascia tutto da scoprire come L’Attacco dei Giganti, lascia tutto da cominciare. Peccato, bella serie spaziale senza alieni, solo umani nel sistema solare con esplosioni di astronavi fichissime. Ma non la vedo solo per la grafica. Bocciata.” Rocco invece continua Final Fantasy XV: “Mi piace, appena trovo offerta scontata lo compro. La scena del traghetto mi ha gasato. C’è un pezzo pseudo Cloverfield bellissimo. È strano vederli comunicare coi cellulari ma è un gran bel gioco.”

Roberto sta per cliccare su Yakuza 0: “Sono due settimane che lo guardo per vedere se scende di prezzo. Saga famosissima nata su PS2, tratta la Yakuza negli anni 70-80 giapponesi. Spesso associata a GTA ma condivide poco. È un incrocio tra GTA edulcorato dove più che guidare fai a cazzotti, e Shenmue. Trama fantastica, minigiochi di ogni tipo. Recensioni entusiaste, sta a 52,90€ su Amazon. Arrivo a casa e premo click.” E così febbraio si chiude con Roberto che compra Yakuza, Rocco che gioca a Final Fantasy, Sandrino che boccia The Expanse, tutti e tre che adorano Yamato 2199, e la teoria del Nintendo Switch sul cesso che rimane lì, sospesa. Un castello di carte che forse crollerà o forse no. Ma i 45 minuti sulla tazza ogni mattina sono reali. E i bollini di Michelone anche.