2017

Il 2017 è l’anno in cui tre amici smettono di essere solo amici e diventano — ciascuno a modo suo, ciascuno al proprio ritmo — padri, mariti, persone adulte sul serio. Caterina nasce in gennaio con trentatré settimane di anticipo e cambia Roberto per sempre. Sandrino scopre in ottobre che diventerà padre, e capisce che i videogiochi gli hanno davvero insegnato a mirare. Rocco è già padre esperto, guida gli altri con la calma di chi ha già attraversato quei mari — ma ottobre porta anche lui a un confine inatteso, quando Margherita riceve una diagnosi che la famiglia affronta come leone.

In mezzo c’è tutto il resto: la filosofia trasmessa a voce tra un vocale e l’altro, i Nintendo Switch comprati con gli assegni familiari, le suocere da fronteggiare con educazione e, se necessario, con una bestemmia controllata. C’è un pediatra che sentenzia vostra figlia è una Maserati, un Gesù Cristo che guida il pulmino scolastico e incarna il sogno di vita perfetta, un iPhone da milletrecento euro che si spacca cadendo da trenta centimetri. C’è la fibra che arriva a luglio come un miracolo e rende i porno finalmente fruibili in HD. E c’è Zelda, che vale nove e mezzo — mai dieci, perché dieci non si dà a nessuno.

Il 2017 è anche l’anno in cui i tre amici capiscono, senza doverlo dire ad alta voce, che la distanza non esiste davvero. Come spiega Rocco in novembre, citando Jung e i quark: siamo fatti di atomi, il vuoto non esiste, ci tocchiamo sempre — solo in forme che ancora non sappiamo vedere.