Una birra per amica

17 giugno 2017
Zimbabwe

Sotto gli occhi attenti di Mugabe, la cui foto è appesa all’ingresso dei controlli di immigrazione dello Zimbabwe, facciamo due ore di coda per arrivare al controllo passaporti e pagare il visto.
Non c’è bisogno di cambiare moneta, lo Zimbabwe non ha più un proprio valuta dal 2009, quando con un dollaro americano prendevi 35mila quadrilioni di dollari dello Zimbabwe (dollaro più, dollaro meno). Per cui vista la leggerissima inflazione, figlia delle parole del Presidente “se non dovessimo trovare i soldi per i progetti, ebbene, li stamperemo”, oggi è possibile acquistare beni nel paese con qualsiasi valuta, preferibilmente dollari, o carta di credito.
Abbiamo mezza giornata a disposizione, che utilizziamo per un gita sul fiume Zambesi accompagnati da Carlo e Rossella, due ragazzi conosciuti nel Kruger e che oggi incontriamo di nuovo qui.
Sul battello le bevande sono gratis, per cui dopo numerosi bicchieri di Sauvignon Blanc presto comincio a vedere ippopotami con due teste e coccodrilli piumati che danzano sul fiume. Per cui decido di abbassare la gradazione alcolica con una birra locale, ma le cose non migliorano affatto.
In lontananza, e non credo siano i fumi dell’alcol, si scorge una grande massa di vapore acqueo che proviene dalle cascate. Domani il programma prevede una passeggiata sulle orme di Livingstone, intanto brindo a questa giornata mentre il sole tramonta tra Zambia e Zimbabwe.

…Doctor Livingstone, I presume.

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