Quattro chiacchiere nel bazar

25 ottobre 2016
Quattro chiacchiere a Isfahan

Nel bazar sai sempre quando entri, ma uscirne è un terno al lotto soprattutto quando sei accompagnato da una donna.
Questo è vero in tutto il mondo, tranne ad Isfahan dove scopro una terza variabile: la chiacchiera.

Se entri in un negozio e il venditore parla un minimo di inglese allora scatta la fatale combo, l’autoctono uomo non vi lascerà andare finché non avrete scambiato con lui un numero sufficientemente lungo di parole!

Oggi Omar (nome di scena, non mi ricordo quello vero) si preoccupa di cosa pensino gli italiani dell’Iran, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza. Quando gli ho detto che l’Italia è un posto molto più pericoloso (lo penso veramente) non credeva alle mie parole, e tutto contento riporta le mie frasi in farsi ai curiosi che intanto stanziavano fuori il negozio, provocando risate, incredulità e forse anche un po’ di felicità visto che qui si sentono tutti presi di mira dai luoghi comuni.

Certo Omar non è proprio uno stinco di santo.

Non può vedere nessun altro musulmano che viva fuori dalla sua patria: i palestinesi li odia perché durante la guerra con l’Iraq si erano riversati in massa in Iran. Gli arabi in generale non li puo vedere perché a suo dire sono ignoranti, e pure ladri visto che hanno cambiato il nome del Golfo da Persico a Arabo.

I Turchi poi sono suoi acerrimi nemici, tanto che il tipico colore azzurro delle ceramiche Iraniane (il nome in farsi dovrebbe essere farooki) i turchi l’hanno cambiato in turchese, ed ora tutto il mondo pensa che l’azzurro sia merito dei Turchi!

Per non parlare poi di Mohamed (altro nome inventato) che ci racconta di suo cugino emigrato in Italia per studiare medicina, e del suo negozio di tappeti a Civitanova Marche per continuare la tradizione di famiglia. Adesso pero chiuderà il negozio perché è diventato primario all’ospedale di Ancona (e vorrei vedere!).

Isfahan è una continua scoperta, ed è un compito difficile dopo aver visitato la bellissima Shiraz. Vediamo adesso come si comporta sotto l’aspetto mangereccio, il ristorante Shahrzad ci attende!

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