Notti VIP ad Isfahan

24 ottobre 2016
Notti vip a isfahan

Attraversiamo l’Iran in un autobus notturno verso Isfahan, che qui chiamano VIP per distinguerlo da quelli più scrausi che prende la plebaglia.

Ed a bordo infatti non ci manca niente: sedili reclinabili, succhi di frutta ed acqua, snack e per finire musica necessaria a tenere sveglio l’autista per tutto il tragitto. Per fortuna avevo con me i tappi per le orecchie, altrimenti sarebbero state sei ore infernali tra le dune del Golfo Persico!

Veronica dove la metti sta, per cui si è fatta il viaggio dormendo come un ghiro, io invece penso di aver trascorso ogni ora in stato catatonico, tra sonno leggero e risvegli funesti ogni volta che l’autobus passava sotto i riflettori dei posti di polizia, che ogni 100 chilometri fermano questi mezzi per controllarne la velocità media.

Il mio vicino, come del resto tutti i Persiani incontrati fino ad oggi, cerca di scambiare due parole con me, soprattutto dopo aver capito che ero italiano e quindi degno della massima stima (quando qui dici di vivere nel bel paese poco ci manca che ti abbracciano per la contentezza) ma questo era decisamente scarso con l’inglese, per cui prima di trovare la giusta posizione sul sedile capisco solo che viaggiava verso Isfahan per lavorare in un fast food, mentre a Shiraz passava i fine settimana per studiare all’università.

È questo il bello dell’Iran, ogni uomo o donna che incontri sul tuo cammino, di qualsiasi estrazione sociale, si fa in quattro per aiutarti se lo chiedi, ti tratta con cortesia e, se proprio vanno di fretta, ti salutano con un sorriso.

La principale differenza con gli altri paesi islamici che ho visitato? Qui nessuno insiste nelle proprie richieste, cerca di appiopparti un tour o offrirti un passaggio a prezzo scontato. Qui le persone prima di tutto danno.

Come il consiglio del nostro caro anfitrione di oggi, che per cena ci consiglia, manco a farlo apposta, il V.I.P. buffet (si è proprio questo il nome del ristorante), dove ci assicura potremo mangiare fino a scoppiare, al modicissimo prezzo di 10€ a testa.
Pancia mia, fatti capanna!

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