Namche Bazar: 3450 metri

5 maggio 2010
Namche Bazar

Ci sveglia una giornata di sole e il fragore del torrente che scorre sottola palafitta in cui abbiamo dormito.Tra ragni, cose piccole che si muovevano e cose un pó piú grandi tipo faleneche ci volavano intorno.Vincenzo vince di nuovo (la prima volta in Argentina con uno scorpione)trovando una bel ragno simile ad una tarantola sulla valigia..sempre il piú fortunato!

Facciamo colazione con pane ed uova per prepararci alla sfacchinata, quindi,zaino in spalla, ci incamminiamo verso il parco nazionale di Sagarmatha.

Il trekking di oggi ha 1100 metri di dislivello ed arriveremo ad una quota mai avvicinata prima. Il percorso si snoda tra le sponde di un fiume sempre increspato, e lo attraversiamo parecchie volte su ponti sospesi e mobili,nel senso che quando si é al centro si avverte chiaramente l’ondeggiare di tutta la struttura!

Una volta si é anche inclinato pericolosamente quando abbiamo incrociato una carovana di asinelli che viaggiava in senso opposto,per farli passare ci siamo appiattiti contro una delle corde, facendoimpennare per un momento tutto il ponte e dandoci quella sensazione che siprova quando un aereo entra in un vuoto d’aria! Mi sa che era paura! 🙂
Il sole oggi si fa sentire, le labbra cominciano a screpolarsi e c’é bisogno di proteggere la pelle, siamo comunque pesantemente attrezzati, anche in confronto agli altri trekkers che portano molto meno equipaggiamento di noi,considerando i loro zaini molto piú piccoli dei nostri!Il sentiero procede tra sali e scendi per circa 6-7 km, e dobbiamo ancora affrontare quasi tutto il dislivello visto che rimaniamo sempre alla stessa altitudine! Ma non dobbiamo aspettare molto, arriviamo infatti all’Hillary Bridge, un magnifico ponte sospeso tra due pinnacoli sopra il fiume Kumbu, una colossale massa ondeggiante circondata da un bosco di rododendri!
Facciamo avanti e indietro sul ponte piú volte per scattare la foto perfetta, quindi proseguiamo in alto verso Namche.Arriviamo dopo circa mezzora a quota 3000, e cominciamo tutti a sentire i primi segni dell’alta quota, ovvero una generale apatia e mancanza di fiato.
I miei sintomi sono leggermente diversi, le gambe non fanno male, non respiro affannosamente, anzi, riesco anche a parlare abbastanza bene, ma il cuore batte talmente forte che lo sento nella testa e pur non provando isegni della stanchezza non riesco a muovere i miei passi velocemente come qualche giorno fa. Una salita devastante, bella perché sopra un canion verde tra 2 gigantesche montagne, ma infinita  e durissima!
Dopo 2 ore di cammino in queste condizioni scorgiamo Namche Bazar, siamo a 3400 metri e il calo di ossigeno si sente eccome! Siamo sfiniti ma dobbiamo ancora raggiungere il lodge, una scalinata ripidissima in cima al paese(tutte le fortune) che ci devasta e spegne in me ogni singola forza rimasta!Il letto é il mio unico amico a questo punto.p. s. x una perfetta acclimatazione é necessario dormire ad una quota più bassa di quella raggiunta durante il trekking.
Decidiamo quindi di proseguire sopra il villaggio x aumentare la quota! Salendo vedo la vita scorrermi davanti,  mentre in basso Namche diventa sempre più piccola fino ache non raggiungiamo 3700 metri! La vista intorno a noi é spettacolare,  in basso c’é Namche incastonata nell’Himalaya,  e intorno ci sono 4 vette di oltre seimila metri!! Non ci resta che tornare al lodge x riposare. Siamo stanchi,  di quella stanchezza che ti rende fiero di quello che hai fatto.

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1 commento

  • Matteo 5 maggio 2010 a 19:53

    emozionante leggerti!!!

    Forza Ale :-)))

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