Entry at own risk

12 giugno 2017
Entry at own risk

Questo viaggio continua a riservarci condizioni naturalistiche avverse.
Su tutta la zona di Knysna, dove avremmo dovuto alloggiare e che si trova nel cuore della Garden Route, divampano incendi di proporzioni bibliche, tanto che per centinaia di chilometri si vede scendere il fumo dai promontori alle spiagge, caricando l’aria di odore di legna bruciata.
Questa bruma appesantisce l’atmosfera ed i nostri buoni propositi di visitare la zona che ahimè, senza i suoi parchi naturali è priva di attrattive.
Perdipiù siamo obbligati a spostare il nostro albergo nella città di Mossel Bay, lontana dai fuochi, e la scelta si ripercuote decisamente sul nostro umore non spiccando questo posto per bellezza.
Oggi avremmo dovuto visitare il parco nazionale di Wilderness, ma al suo ingresso la guardia ci ferma e ci dice di fare marcia indietro. Anche qui, e si vede chiaramente dalla macchina, ci sono focolai sparsi un pò ovunque ed il parco rimarrà chiuso fino a data da destinarsi.
Inutile quindi cercare altri parchi, data la vastità del disastro ambientale, ed a poco vale la mezz’ora passata ad osservare i surfisti che a Victoria’s Bay cavalcano le alte onde oceaniche, perchè questi due giorni bloccati nel sud Sud Africa alla fine sono noiosi e privi di attrattiva.

Entry at own riskENTRY AT OWN RISK.
Oltre che a Knysna per le motivazioni scritte sopra, questo cartello è in genere affisso su qualsiasi entrata a luoghi pubblici, privati e di nessuno.
Sono collocati nei posti più disparati, dalle spiagge deserte dove in effetti se il mare ti prende non ti ritrova più nessuno, all’ingresso dei bagni nei ristoranti, dove al massimo puoi fare la fila per aspettare il tuo turno.
Fai benzina? Ok, ma a tuo rischio e pericolo.
Cammini lungo il viale principale della città? Bravissimo, ma se ti succede qualcosa sono affari tuoi.
Vuoi entrare nella caffetteria? Fallo, ma occhio che non ti salva nessuno in caso di pericolo.
Questo modo che ha il governo Sudafricano di lavarsi le mani per qualsiasi incidente possa succederti, la dice lunga su quanto le politiche sociali siano anni luce indietro in questo paese!

E così siamo al termine del nostro viaggio nel sud. Domani ci spostiamo nel nord del Paese ed abbiamo grandi aspettative su quello che incontreremo, con la speranza che l’Africa cominci a farsi avanti, lasciandosi dietro le città di villeggiatura per bianchi e le case dai tetti a spiovente, un mix anglo-franco-olandese che dopo un pò, risulta stucchevole.

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