Betlemme?

30 dicembre 2008
Betlemme

..a parte il giorno in cui siamo arrivati, dove tutto era chiuso, ci accorgiamo che più tempo passava dall’ordine di tenere abbassate le saracinesche e più i commercianti smaliziati accostavano solo le loro porte facendo entrare i curiosi nel negozio.

Così la domenica si vedevano i primi ristoranti “aperti”, il lunedì anche alcuni negozi di souvenir facevano capolino, e oggi, scese le scale dell’albergo, ci troviamo in una città completamente diversa, colorata di spezie, tappeti e pasticcerie, come in ogni suq che si rispetti!!

Finalmente Gerusalemme diventa viva e rumorosa, lo spirito commerciante degli arabi ha avuto la meglio e noi potremo goderci un ultimo giorno come si deve! Decidiamo di dedicare mezza giornata alla visita di Betlemme, per cui ci dirigiamo alla stazione degli autobus e chiediamo informazioni su come raggiungere il luogo di nascita di Gesù. Prendiamo il 21, su consiglio di un autoctono, e saliamo a bordo! Cominciamo a preoccuparci quando l’autobus prende una strada secondaria x aggirare il vicino check point, e soprattutto quando un gruppo di tedeschi che era con noi sul pullman scende nei pressi di una stazione di servizio e non risale..alla fine l’autista maledetto ci lascia si a Betlemme, ma in periferia! “fortunatamente” e “casualmente” troviamo un taxi proprio parcheggiato in quel punto con l’autista che ci invita a salire x portarci in centro, infuriati e stanchi accettiamo l’invito e contrattiamo anche per essere riportati, dopo aver visitato la città, al check point.

Finalmente arriviamo davanti la chiesa della Natività, ma riusciamo a dare solo una sbirciata all’interno poiché è chiusa x pulizie…non ci resta quindi che passeggiare per le vie di Betlemme, una cittadina talmente anonima e atona che richiamiamo il tassista per farci portare indietro.

Ci lascia come promesso al punto di controllo, una vera e propria fortezza di cemento, squadrata e grigia, molto simile ad un campo di concentramento per via dei numerosi recinti e passaggi obbligati in metallo, e dall’utilizzo molto simile a quello del muro di Berlino, poiché tutto quello che è fuori (da dove veniamo) è Palestina..siamo tutti in fila in attesa di venire ispezionati al metal detector, e poi di nuovo in fila x l’ispezione dei passaporti, passando attraverso porte blindate con una luce rossa che diventava verde quando veniva il tuo turno di passare..ci vorranno una ventina di minuti per uscire da quel carcere, terrificante e simbolo della situazione che si vive in questo paese da sempre!

All’esterno prendiamo l’autobus 124 (questa volta è giusto) che ci riporta a Gerusalemme, e ci prepariamo a visitare di nuovo i suoi stretti vicoli con soldi alla mano per comprare un pò di regali! Stanotte torniamo in Italia, ci vediamo al prossimo viaggio! (siria, cina o tibet? Boh, speriamo in tutti e 3!)

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