A Sud volano i pinguini

6 giugno 2017
A sud volano i pinguini

Il Sudafrica non è proprio dietro l’angolo.
O meglio, se dovessi tracciare una linea col righello, unendo Velletri a Cape Town, la distanza non sarebbe neanche tanta, peccato però che l’aereo circumnavighi l’Asia prima di arrivare in Africa e questo ci ha portato via quasi 20 ore tra costose colazioni a Dubai e gustosi banchetti a bordo come solo Emirates sa preparare.
Al nostro arrivo in aeroporto, la prima pagina di un giornale posto all’ingresso della compagnia di autonoleggio, mette in guardia i lettori sul maltempo che coglierà Cape Town mercoledì. Addirittura consiglia di starsene in casa con adeguate scorte d’acqua e questo rovina un pò la nostra tabella di marcia, che per quel giorno prevedeva il giro in macchina della penisola.
Così decidiamo di spostare il tour a martedì, cioè oggi, complice anche una magnifica giornata che a tutto farebbe pensare, tranne che all’apocalisse di domani.
Se questa fosse la vostra prima volta in Africa, pensereste che le città somigliano ad Amsterdam, tranne che qui c’è il sole e lì la nebbia. Case in legno col tetto a spiovente la fanno da padrone, ed alla realtà Africana vi riporta soltanto la fauna, tanto che pur avendo guidato in zone abitate abbiamo incrociato babbuini, struzzi, impala e pinguini, o pingu pingu come li chiama una simpatica famiglia di turisti indiani incrociati a Boulder’s Beach.
Arriviamo a Capo di Buona Speranza passando per strade a picco sul mare, siamo a sud del Continente, ed il vento spazza via ogni ricordo del tram tram dei giorni scorsi.

…il ciclone del secolo

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